Reincarnazione e segni di nascita

A cura di Francesca Bisi

Con  reincarnazione si intende il processo che compie l’Anima quando, dopo la morte biologica e l’abbandono della materia, rinasce in un nuovo corpo fisico in un ciclo continuo che viene assimilato ad una ruota, Samsara.   

Sebbene sia un concetto molto diffuso nelle religioni e filosofie orientali, come l’induismo e il buddismo, anche la cultura occidentale ne è ammantata se si pensa che l’idea della trasmigrazione delle anime si riscontra  nelle opere di filosofi come Pitagora, Socrate e Platone.

Residui significativi di questa matrice  pare fossero contenuti nel cristianesimo delle origini, prima del concilio di Costantinopoli e sostanzialmente anche nei culti animisti oltre che nella Cabbala ebraica.

L’ antica saggezza spiega la funzionalità della reincarnazione all’interno di un sistema che contempla tre dimensioni: la prima è il piano divino corrispondente all’Uno e trino del cristianesimo, poi  il luogo in cui dimora l’Anima, anche conosciuto come Bardo o regno dello spirito; infine il mondo fisico e sensoriale caratterizzato dalle categorie di spazio e tempo.

Attualmente, anche da parte della scienza si assiste ad un accresciuto interesse ;alcuni studiosi acclarati pur mantenendo una linea prudente nella valutazione di casi razionalmente inspiegabili, si avvalgono di evidenze scientifiche sostenute da riscontri probatori della fisica quantistica.

In questa ottica, occorre puntualizzare che il concetto di reincarnazione è stato rivisitato e si discosta da quello originario di certa antica tradizione indiana.

Presso l’Università della Virginia è stato aperto un apposito centro che si occupa di raccogliere e studiare le testimonianze di bambini che ricordano presunte vite precedenti. L’attività di ricerca inaugurata dal dottor Stevenson ha raccolto centinaia di casi:  per esempio un piccolo paziente di 5 anni ha riferito ben 49 dettagli specifici risalenti a esperienze di una vita passata che sono stati validati con l’ aiuto di due testimoni non in contatto tra loro.

Il metodo investigativo  confluito nell’ opera del professor Tucker punta a verificare l’ attendibilità delle memorie che riaffiorano dalle menti dei bambini. Laddove possibile, si svolge un esame comparato  tra i ricordi e il reperimento di  valida documentazione delle esistenze precedenti, sulla base di referti medici, materiale fotografico, interviste di conoscenti

Quella che chiama coscienza ( che identifica  comunque l’anima) è energia che sopravvive al corpo fisico e sottoforma di particelle subatomiche si innesta in un altro corpo. E’ dotata di memorie accumulate nel corso delle precedenti vite, pertanto pur con strappi e lezioni da ripetere, prevede un iter evolutivo. Un  dato significativo, a sostegno del fenomeno, è individuabile nei cosidetti segni di nascita, quasi che la memoria di ferite mortali, pugnalate, colpi, interventi chirurgici, morsi di serpente  di una vita passata si sia impressa come un marchio nell’entità del corpo eterico del reincarnato sottoforma di voglie, macchie, deformazioni , esistenti alla nascita.

L’aspetto sorprendente consiste nella coincidenza tra segni distintivi della pelle della vita attuale e tracce di lesioni o cicatrici negli stessi punti del corpo della precedente incarnazione.

Un esempio eclatante confermato dalla testimonianza di un tale dottor Lash è il caso di un bambino di tre anni residente in Siria presso le alture del Golan, nato con una voglia rossa sopra l’occhio,che sosteneva di essere morto per un colpo d’ascia ricevuto in quel punto. Lui stesso condusse i ricercatori sul luogo della sepoltura e fece rintracciare anche il suo assassino.

Nonostante  l’approccio della scienza rimanga molto cauto, la raccolta massiccia di prove a sostegno della reincarnazione non  esclude un’apertura alla linea possibilista

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