A cura di Francesca Bisi
Uomo ed oggetti, ambiente ed
(Antonio bruno)
eventi, coesistono, convivono ed interagiscono come unica manifestazione di
una realtà multiforme ma strettamente correlata, in cui ogni pretesa di
separazione è pura illusione.
E’ probabilmente capitato a tutti o a molti, almeno una volta nella vita, di entrare in un’abitazione o altro edificio, ed essere inondati come da sensazioni di benessere e serenità o al contrario di essere investiti da senso di inquietudine e di angoscia. Altre volte invece una casa o uno stabile ci risulta assolutamente neutro, non trasmette alcunchè.
Oggi il contributo della fisica quantistica ci sorregge nel tentativo di trovare una spiegazione al fenomeno. Tutto cio che ci circonda è composto di energia; noi stessi siamo parte del suo flusso incessante che rilascia onde vibrazionali e crea una rete di interdipendenze. Ne consegue che anche i muri delle case si impregnano di quelle energie che recepiscono dagli eventi a cui sono esposti e le conservano in memoria per poi emettere microfrequenze vibrazionali nell’ambiente circostante.
Se la casa ha ospitato abitanti che hanno condotto esistenze serene e tranquille, emana positività.Ecco che invece sono stati individuati casi specifici in grado di rendere pesante l’atmosfera di un luogo:
- Se una dimora è stata teatro di un fatto tragico o violento come omicidio o suicidio, ne conserva l’impronta negativa: riversa la sua bassa vibrazione, con minore intensità, anche in contesti di frequenti litigi, dolori strazianti, odio e malvagità
- Accade anche quando continuano a circolare anime di trapassati che per svariati motivi non riescono ad intraprendere il processo di distacco dalla materia e non avanzano verso la luce, rimanendo come intrappolate in un tempo sospeso.
- In presenza di emissioni energetiche di natura geomagnetica, prodotte dall’ interno della terra o di esalazioni di gas nocivi dal sottosuolo.
Nel 1840. per opera del neurologo statunitense Buchanan, si sviluppò una linea di studi denominata psicoscopia d’ ambiente, interessata proprio ad indagare la curiosa correlazione tra le vibrazioni dei muri delle antiche abitazioni con eventi di intensa carica emotiva capitati in quel luogo; si tratta di una forma di retrocognizione ossia la chiaroveggenza rivolta ad eventi del passato. Lo studioso dichiarò che esiste una realtà mentale oltre che una realtà fisica. Tra gli edifici che più si prestano ad essere oggetto di studio ci sono gli antichi manieri in cui si registrano testimonianze di energie inquietanti che spesso vengono associate alla definizione di luoghi infestati e che coinvolgono i sensi della vista e dell’udito. Non solo apparizioni di presenze, oggetti, chiazze che si materializzano sulle pareti delle stanze in cui si sono verificati fatti di sangue ma anche rumori come grida, lamenti, zoccoli di cavalli…
Lo stesso Jung nel suo libro di memorie rievoca ciò che gli capitò in Svizzera, quando nel 1924, soggiornando nella torre di Bollingen, fu svegliato nel cuore della notte dal clamore di risa e suono di fisarmonica, come se ci fosse una folla numerosa. Si affacciò alla finestra ma era tutto deserto. Scoprì in seguito che in passato quella era stata una zona frequentata da soldati mercenari che si arruolavano per le guerre in Italia.
La psicoscopia ( dal greco la capacità di scorgere l’ anima ) non si riferisce unicamente ai luoghi ma agli oggetti a contatto dai quali alcuni sensitivi sono in grado di ricavare informazioni verificabili sul proprietario. Sono stati condotti anche numerosi esperimenti, in osservanza di tutte le misure precauzionali affinché non venissero invalidati, per esempio da Pagenstecher, il quale riferisce di come era stata consegnata a una sensitiva una lettera scritta da un individuo morto in mare poco prima che la nave affondasse. La donna riuscì subito a visualizzare uno scenario terrificante dominato dallo sgomento .Raccontò della nave su cui era stato dato l’ allarme e rievocò anche il momento stesso del naufragio.
Ci si chiede perché queste percezioni arrivino ad alcuni e ad altri no, o in che modo. Ancora non è possibile stabilire con certezza come si captano queste energie. Alcuni studiosi ipotizzano che si possa trattare di psichismo inconscio che implica la possibilità del sistema neurologico di un individuo di accedere ad un grande serbatoio collettivo da cui attingere informazioni. A questo proposito sono stati avanzate analogie con i sistemi informatici che dispongono di banche dati a cui ci si collega con i singoli server. Il concetto di una memoria universale, insomma l’Anima mundi, il tutto che si riconnette all’ Uno è intrinsecamente suffragato anche dai principi della fisica quantistica e del flusso di energia di cui si parlava in principio.