Armonia del terzo chakra: plesso solare e fiducia in se stessi

A cura di Francesca Bisi

Chakra è un termine sanscrito molto antico, che si traduce ruota e indica ciascuno dei sette principali (ce ne sono molti di più)centri energetici, dislocati lungo la colonna vertebrale a congiungere il bacino al capo, attraverso i quali scorre il flusso di energia vitale che ci sostanzia. Ognuno di essi controlla specifici organi e funzionalità. Questi punti di snodo sono in armonia quando sono aperti e lasciano fluire liberamente l’ energia che invece scorre con fatica quando al contrario si riscontra uno stato di blocco. 

Il terzo è definito chakra del plesso solare ed è preposto alle capacità di provare fiducia in se stessi e di possedere un buon livello di potere personale. Il nome ufficiale Manipura identifica la zona del plesso solare nella parte alta dell’ addome, al di sopra dell’ ombelico, in corrispondenza dello stomaco e dell’ apparato digerente.

Il buon funzionamento del terzo chakra si riscontra nell’ assertività del soggetto . Se non nutri timori nell’ esprimere te stesso, sei dotato di autostima, che manifesti  serenamente, sei capace di prendere decisioni con discernimento senza farti influenzare dai condizionamenti esterni. Ecco queste sono tutte circostanze che confermano lo stato di equilibrio del terzo chakra. Quando poi il terzo chakra risulta forte, puoi godere dell’ ammirazione degli altri e sei considerato una persona carismatica, trascinante, capace di sviluppare un seguito.

Quali sono invece i campanelli d’ allarme che ci avvisano quando il terzo chakra non funziona nel pieno delle sue potenzialità o si mostra debole?

1.L’atteggiamento ricorrente è quello dell’ eterno insicuro . Ti corazzi dietro il ruolo passivo della vittima e non ti elevi ad artefice delle tue scelte. Nei casi più radicati, preferisci non decidere, procrastinare, delegare la responsabilità.

2. Non senti di essere meritevole nei confronti della vita, non hai fiducia nelle tue qualità, perciò nei casi più gravi, preferisci seguire la massa, anche se le tue convinzioni divergono. Ti lasci sopraffare dai pensieri negativi e dagli schemi depotenzianti.

3.Soffri d’ ansia che spesso somatizzi con digestione lenta, frequenti dolori o bruciori nell’area dello stomaco. Possono comparire anche disturbi come stanchezza, senso di spossatezza, mancanza di motivazione o di carica.

Cosa fare per riequilibrare il terzo chakra?

  • Una delle strategie che potrebbe contribuire a riequilibrare il terzo chakra è risanare le ferite e i traumi del passato che continuano a condizionare il presente con schemi o modelli di comportamento interiorizzati e rigidi. Fare pace con il passato anche ricorrendo per esempio ad o un percorso psicoterapeutico  
  • Ripetizione a voce alta o trascrizione di affermazioni di rinforzo del potere personale capaci di neutralizzare gli schemi depotenzianti assimilati, come Ho fiducia nelle mie capacità, mi fido del mio potere personale, sono capace di produrre cambiamenti positivi nella mia vita
  • La respirazione del fuoco è una potente tecnica per riattivare il fuoco interiore, ovvero la passione e l’ entusiasmo, oltre che la motivazione: siediti sui tuoi glutei con una postura alta e dritta. Si inspira e si espira attraverso il naso. Gradatamente si passa ad accorciare ogni respiro e si esegue la sequenza più rapidamente. 
  • Anche l’ alimentazione concorre al miglioramento del plesso solare, preferendo l’assunzione di cibi di facile digeribilità come le zuppe o alimenti dal colore giallo
  • Il giallo ritorna anche nella scelta delle pietre in uso nella cristalloterapia da portare in tasca o come gioielli;in particolare, si annovera l’ ambra che dona chiarezza contro la difficoltà di prendere decisioni e rilascia carica energetica. Il quarzo citrino è un ottimo rimedio per elevare l’ autostima, oltre ad essere noto come pietra del successo. La tormalina gialla potenzia la fiducia in se stessi contrastando la negatività.
  • L’aromaterapia consente di bruciare incensi od oli essenziali di zenzero e cannella

Non mi resta che raccomandarti di aver cura del tuo terzo chakra per sperimentare una miglior qualità della vita

Psicoscopia e Memoria dei muri

A cura di Francesca Bisi

Uomo ed oggetti, ambiente ed
eventi, coesistono, convivono ed interagiscono come unica manifestazione di
una realtà multiforme ma strettamente correlata, in cui ogni pretesa di
separazione è pura illusione.

(Antonio bruno)

E’ probabilmente capitato a tutti o a molti, almeno una volta nella vita, di  entrare in un’abitazione o altro edificio, ed essere inondati  come da sensazioni di benessere e serenità o al contrario di essere investiti da senso di inquietudine e di angoscia. Altre volte invece una casa o uno stabile ci risulta assolutamente neutro, non trasmette alcunchè.

Oggi il contributo della fisica quantistica ci sorregge nel tentativo di trovare una spiegazione al fenomeno. Tutto cio che ci circonda è composto di energia; noi stessi siamo parte del suo flusso incessante che rilascia onde vibrazionali e crea una rete di interdipendenze. Ne consegue che anche i muri delle case si impregnano di quelle energie che recepiscono dagli eventi a cui sono esposti e le conservano in memoria per poi emettere microfrequenze vibrazionali nell’ambiente circostante.

Se la casa ha ospitato abitanti che hanno condotto esistenze serene e tranquille, emana positività.Ecco che invece sono stati individuati casi specifici in grado di rendere pesante l’atmosfera di un luogo:

  1. Se una dimora è stata teatro di un fatto tragico o violento come omicidio o suicidio, ne conserva l’impronta negativa: riversa la sua bassa vibrazione, con minore intensità, anche in contesti di frequenti litigi, dolori strazianti, odio e malvagità
  2. Accade anche quando continuano a circolare anime di trapassati che per svariati motivi non riescono ad intraprendere il processo di distacco dalla materia e non avanzano verso la luce, rimanendo come intrappolate in un tempo sospeso.
  3. In presenza di emissioni energetiche di natura geomagnetica, prodotte dall’ interno della terra o di esalazioni di gas nocivi dal sottosuolo.

Nel 1840. per opera del neurologo statunitense  Buchanan, si sviluppò una linea di studi denominata psicoscopia d’ ambiente, interessata proprio ad indagare la curiosa correlazione tra le vibrazioni dei muri delle antiche abitazioni con eventi di intensa carica emotiva capitati in quel luogo; si tratta di una  forma di retrocognizione ossia la chiaroveggenza rivolta ad eventi del passato. Lo studioso dichiarò che esiste una realtà mentale oltre che una realtà fisica. Tra gli edifici che più si prestano ad essere oggetto di studio ci sono gli antichi manieri in cui si registrano testimonianze di energie inquietanti che spesso vengono associate alla definizione di luoghi infestati e che coinvolgono i sensi della vista e dell’udito. Non solo apparizioni di presenze, oggetti, chiazze che si materializzano sulle pareti delle stanze in cui si sono verificati fatti di sangue ma anche rumori  come grida, lamenti, zoccoli di cavalli…

Lo stesso Jung nel suo libro di memorie rievoca ciò che gli capitò in Svizzera, quando nel 1924,  soggiornando nella torre di Bollingen,  fu svegliato nel cuore della notte dal clamore di risa e suono di fisarmonica, come se ci fosse una folla numerosa. Si affacciò alla finestra ma era tutto deserto. Scoprì in seguito che in passato quella era stata una zona frequentata da soldati mercenari che si arruolavano per le guerre in Italia.

La psicoscopia ( dal greco la capacità di scorgere l’ anima ) non si riferisce unicamente ai luoghi ma agli oggetti a contatto dai quali alcuni sensitivi sono in grado di ricavare informazioni verificabili sul proprietario. Sono stati condotti anche numerosi esperimenti, in osservanza di tutte le misure precauzionali affinché non venissero invalidati,  per esempio da Pagenstecher, il quale riferisce di come era stata consegnata  a una sensitiva una lettera scritta da un individuo morto in mare poco prima che la nave affondasse. La donna riuscì subito a visualizzare uno scenario terrificante dominato dallo sgomento .Raccontò della nave su cui era stato dato l’ allarme e rievocò anche il momento stesso del naufragio.

Ci si chiede perché queste percezioni arrivino ad alcuni e ad altri no, o in che modo. Ancora non è possibile stabilire con certezza come si captano queste energie. Alcuni studiosi ipotizzano che si possa trattare di psichismo inconscio che implica la possibilità del sistema neurologico di un individuo di accedere ad un grande serbatoio collettivo da cui attingere informazioni. A questo proposito sono stati avanzate analogie con i sistemi informatici che dispongono di banche dati a cui ci si collega con i singoli server. Il concetto di una memoria universale, insomma l’Anima mundi, il tutto che si riconnette all’ Uno è intrinsecamente suffragato anche dai principi della fisica quantistica e del flusso di energia di cui si parlava in principio.

Solstizio d’estate: l’Agrifoglio e la Quercia

A cura di Francesca Bisi

Solstitium descrive la percezione che il Sole interrompa il suo moto apparente e assuma una posizione statica nel Cielo. Succede il 21 giugno con il giorno più lungo e la celebrazione presso gli antichi popoli dell’Estate, stagione luminosa, principio di calore e fertilità.

Tra i tanti riti e le festività ad essa dedicati, vorrei ricordare un breve mito riferibile alla tradizione celtica e irlandese che offre una spiegazione al ciclo della Natura nell’alternanza delle stagioni.

Nella leggenda di Holly King e Oak King, i due protagonisti si sfidano in battaglia con vicendevole decapitazione in occasione dei solstizi. Durante il Solstizio d’estate, il Principe dell’Agrifoglio sconfigge il Principe della Quercia, mentre nel Solstizio d’inverno avviene il contrario. In effetti il Solstizio d’Estate rappresenta il giorno più lungo, in cui le ore di luce culminano, lasciando poi il posto ad un progressivo declino. E’ il tempo in cui l’Agrifoglio, simbolo del periodo di Sole calante, prende il sopravvento fino al Solstizio d’Inverno, quando a vincere sulla notte più lunga sarà la Quercia, ad inaugurare la fase crescente di luce solare.

La simbologia di entrambi gli alberi risulta molto ricca e ha a che fare con i fulmini. Vediamo le informazioni principali desunte dall’Oracolo del Bosco Santuario e lasciamo parlare le piante.

Agrifoglio

Archetipo: Guerriero

DENOMINAZIONE: L’ARTE DEL COMANDO PAROLE CHIAVE: Azione, sfida, lotta

ESSENZA: Pur nelle mie modeste dimensioni di arbusto di boscaglia, sono rinomato per il coraggio di alzare la testa contro i fulmini e respingerli. Ho grinta da vendere! Caratterino pepato il mio, degno di Marte di cui mi dimostro un fedele seguace : presso i popoli antichi il mio legno si prestava per la costruzione di armi come frecce e lance. Per di più, il colore vermiglio delle mie bacche è un palese richiamo al dio della guerra. Nei rituali irlandesi, all’avvento dell’ estate, da principe dell’agrifoglio mi batto con il principe della quercia in una sfida che culmina  con vicendevole decapitazione, simbolo di solstizio.

FIGURA: Rappresento il guerriero, un individuo dotato di fierezza, coraggio, spirito di sacrificio, ostinazione e caparbietà. Si dimostra valoroso, ma competitivo, con spiccata attitudine al comando. Solitamente è leale, mal sopporta gli ipocriti e gli opportunisti, sente il peso della responsabilità nella difesa della sua cerchia e protegge i confini dai presunti invasori. E’ un leader. Può incarnare il padre autoritario, il marito geloso, il datore di lavoro intransigente.  Nel lato ombra, pur di vincere e di non cedere può sviluppare condotte manipolatorie o rivelarsi senza scrupoli, se si intestardisce sulla sua posizione. Si ritaglia il ruolo di colui che si prende carico degli eventi: si mostra tutto d’un pezzo e non vuole far vedere le sue debolezze.

AFFETTI: Amore intenso. Progetti perseguiti con determinazione o difesi a spada tratta.LAVORO E FINANZA: Ruolo dirigenziale, di leadership, di responsabilità. Competizione, presa di posizione inflessibile. Concorsi superati.PIANO FISICO: Pratica sportiva agonistica, sforzi fisici. Punto delicato:muscolatura.LUOGHI: Centri per attività sportive, stadi, palazzetti dello sport, palestre. TEMPI: Estate.

MESSAGGIO EVOLUTIVO: E’ il momento dell’azione. Ti serve coraggio per prendere in mano la situazione  e affrontare la sfida. L’energia del guerriero si rivela preziosa quando occorre aggredire il problema e puntare dritto all’obiettivo. Non si tratta di prevaricare o spadroneggiare. Comportati come il guerriero che va per la sua strada: non prevarica né si lascia dominare dagli altri. Sa quali battaglie combattere e quali armi sfoderare: la tenacia, la determinazione e la  fermezza sono strumenti validi per l’affermazione dei propri valori e la difesa dei propri spazi dall’ingerenza  esterna, per la salvaguardia del bene comune.

Quercia

Archetipo: Sovrano

DENOMINAZIONE:LA RADICE PADRE PAROLE CHIAVE: Stabilità, ordine, padronanza

ESSENZA: Mi celebrano spesso come albero consacrato al sovrano  e alla divinità. Maestoso, rappresento il potere consolidato, nato in modo graduale e progressivo. La mia conformazione ben strutturata conta su rami nodosi che sorreggono folte fronde e affonda le robuste radici nelle viscere della terra. Così, resisto agli urti e all’impeto degli agenti esterni.Sono una delle piante che più viene colpita dai fulmini, come un Padre che sceglie di catalizzare su di sé i carichi o le energie dannose per espletare il ruolo di difesa e protezione.

FIGURA: Descrivo i tratti di una personalità che rimanda all’ energia del padre  o marito che si accollano la responsabilità per la propria cerchia familiare o gruppo.  Il capo autorevole, benevolo ma non accondiscendente, che costruisce la sua credibilità sulla stima e sulla fermezza: affidabile, leale, strenuo combattente pronto a sacrificarsi e ad abusare della propria energia. Una figura  protettiva, concreta, equilibrata, a volte inflessibile, dotata di maturità e senso pratico, poco incline a smancerie, ma volto ad assicurare la propria presenza.

AFFETTI: Un rapporto affettivo stabile, durevole o in fase di consolidamento. Fidanzamento, matrimonio, nascita di una famiglia. LAVORO E FINANZA: La casa, il patrimonio. Posizione stabile. Realizzazione sicura, che poggia su solide fondamenta. Sicurezza economica. Agricoltura. PIANO FISICO: Forza fisica.LUOGHI: Le proprietà, i beni  immobiliari, i terreni agricoli. TEMPI: Autunno. 

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Si prospetta una situazione solida, duratura, costruita su basi stabili, ordinata e organizzata. Dimostrare padronanza su se stessi e sui propri istinti si traduce nella capacità di esercitare un ruolo autorevole, mosso dalla ricerca dell’equilibrio e dal rispetto delle leggi universali. Presuppone un risultato sicuro, cresciuto nel tempo, con costanza, come la piccola ghianda che contiene in potenza la capacità di trasformarsi in un grande albero. Gli eventi sono stati gestiti in modo esemplare, sono stati donati talenti, protezione, generosità agli altri; ne deriva il riconoscimento di guida, anche con la benedizione cosmica che prevede una ricompensa e un ritorno benevolo. L’energia elargita, ritorna.

Le Case Karmiche

A cura di Francesca Bisi

Le Case astrologiche che più conservano traccia del trascorso Karmico dell’Anima sono la IV, l’VIII e la XII.

Se si stabilisce un parallelismo in merito al posizionamento, la loro collocazione rimanda ai segni del Cancro, dello Scorpione e dei Pesci, tutti connotati dall’elemento Acqua come espressione della sfera emotiva.

Il fatto che queste Case siano affollate od ospitino i nodi, i luminari, i pianeti retrogradi significa che le reminescenze karmiche hanno ancora una forte risonanza sull’Anima.

Come per i segni sopracitati, chi ha queste Case in rilevanza spesso tende a vivere le emozioni modo quasi drammatico, essendo dotato di una sensibilità accentuata che si fa travolgere. Questi settori si prestano ad essere ricettacolo per ossessioni, paure, turbe interiori. Ecco che diventa necessario in questa incarnazione  dissolvere il legame spesso traumatico con il passato che agisce come un vortice capace di prosciugare l’energia.

Eppure ci sono anche lati positivi. Chi presenta valori forti nelle case Karmiche spesso possiede un canale di comunicazione aperto con i piani invisibili: dimostra, per esempio,  facoltà psichiche come la chiaroveggenza o la medianità molto spiccate e in generale manifesta attitudini a sondare le profondità dell’animo e dell’inconscio.

Ma vediamo in modo più specifico ciascuna Casa.

La cuspide della IV Casa coincide con uno dei punti angolari definito Imum Coeli o Fondo Cielo. Si manifesta come momento più buio del giorno corrispondente alla mezzanotte. Ci si trova nella parte più lontana dalla luce, quella parte che si ammanta di misticismo e dove si annida il Sé reale, che lontano dalla luce dei riflettori, si volge a ripiegarsi nel proprio mondo interiore, in uno stato di raccoglimento profondo e introspettivo, in comunione con il sé superiore.Anticamente veniva considerata la porta d’ingresso delle Anime nella nuova incarnazione e allude al bagaglio di esperienze karmiche che l’ Anima si porta con sè nel nuovo viaggio esistenziale. Esprime le qualità innate che provengono dalle acquisizioni maturate nelle vite passate. Per esempio, avere un IC in Cancro predispone il soggetto ad abilitare la parte protettiva di accudimento, con le virtù domestiche di attaccamento al nucleo familiare. In Capricorno, invece, comporta la predisposizione a ricoprire posizioni di responsabilità ma allo stesso tempo mostra un’ innata diffidenza e selettività perché nelle vite passate si presume la sperimentazione del tradimento, in qualche sua forma. La IV Casa ha una forte implicazione karmica per il suo forte richiamo con il passato proprio perché rappresenta l’attaccamento alle radici, alla famiglia d’origine e agli Antenati. Non a caso spesso il rapporto tra genitori e figli è stato stabilito nel piano dell’ Anima prima dell’ incarnazione e prevede il ritrovarsi con anime compagne di familiari. E’ individuata come la casa non tanto del padre quanto di chi in famiglia si è assunto la responsabilità. Esprime anche il karma biologico ereditato geneticamente. In via esemplificativa, cito il caso di un tema natale da me esaminato dove la IV Casa occupata da Saturno diventa indicatore di un soggetto che, per perdita genitoriale precoce, ha dovuto in un qualche modo rinunciare ad un’infanzia spensierata e si è assunto non solo l’ impegno di provvedere a se stesso, ma ha costruito con il genitore rimasto un rapporto alla pari che si è incaricato di sostenere. Nel tema, la situazione è evidenziata dalla quadratura tra Luna e Saturno, rimandabile al concetto di genitorializzazione in Astrogenealogia.

L’ VIII è una Casa ctonia che ha a che fare con la parte occulta. E’ un po’ la camera dei segreti del karma familiare. Allude a tutto ciò che serpeggia nell’ombra,il sostrato oscuro taciuto, volutamente dimenticato che non deve essere illuminato.Quell’eredità familiare che si tramanda nel corso delle generazioni attraverso i ricordi rimasti impigliati nell’albero genealogico con  le nevrosi, i blocchi, le sindromi da anniversario, i traumi repressi. Per esempio, chi ha il nodo sud in VIII potrebbe avere un retaggio karmico tale per cui sente di aver subito ingiustizie o tradimenti, anche se il fenomeno suona ingiustificato: è diffidente in modo innato, potrebbe sentirsi osservato, controllato, perseguitato. Si sente senza apparente ragione il dito puntato contro anche se ciò è una mera impressione. A volte ha bisogno di rivalsa, di affermare il proprio potere per controbilanciare un presunto torto che arriva da molto lontano. Ma la Casa VIII non si rimanda solo al contenuto tenebroso di istinti e pulsioni inconfessabili. E’ una Casa da cui proviene un richiamo potente alla trasformazione. Potrebbe riflettere chi in passato ha agito comportamenti distruttivi funzionali anche alla rigenerazione di un sistema. Ecco perché ha questa significativa attinenza con i processi karmici della reincarnazione nel suo ciclo di morte e rinascita. E’ stata anche definita come la porta d’uscita dell’Anima al termine di un’incarnazione.Infine la Casa XII è quella più difficile da incasellare in un compartimento stagno. Qui i contorni rimangono indefiniti, la linea di confine è labile e imprecisa. Il piano visibile e invisibile si sfiorano e si compenetrano attraverso il mistero esoterico, la spiritualità e il misticismo. Spesso indica quale karma siamo venuti a sciogliere. Ha attinenza con le questioni karmiche perché sottintende la chiusura di un ciclo. Per qualcuno sarebbe la casa che indica l’ ultima incarnazione o comunque quella che ha lasciato il segno; anche quella immediatamenre precedente all’attuale, se è stata breve o vissuta come feto.Il significato della Casa XII è davvero complesso e molto esteso. Se si tratta di una Casa importante, molto occupata o con aspetti forti può essere che stia ad indicare la volontà  dell’Anima di uscire dalla prigione spirituale e raggiungere la guarigione attraverso le prove evidenziate dai pianeti ospitati che conducono al sacrificio di sé per prendersi cura degli altri in modo da sviluppare sentimenti come la compassione; ma, attenzione!Quali sono i rischi di chi ha una Casa XII con valori forti? E’ propria di chi fatica a stabilire confini, ha un’ empatia spiccata, sente gli altri e spesso ne vuole diventare il salvatore, si sacrifica dimenticando se stesso. Si sente colpevole senza ragione, alimenta sensi di colpa che possono derivare da esistenze precedenti trascorse in stato di reclusione, per esempio in monasteri, ospedali case di cura…Shullmann usa un’ espressione colorita ma efficace per rappresentarne lo stato d’ animo: afferma che per la prima parte della vita rischia di essere un secchio delle immondizie della psiche collettiva finche poi si smarca dall’ autocommiserazione. Potrebbe per altro canalizzare le sue doti psichiche potenziando l’ intuizione molto pronunciata.

Come si può notare, c’è un allargamento di prospettiva dalla Casa IV che rappresenta il passato più vicino, segnato dai rapporti di famiglia e parenti prossimi; si passa alla Casa VIII in cui si descrive l’eredita genealogica tramandata attraverso più generazioni di antenati fino alla Casa XII in cui l’ albero genealogico perde la sua identità definita per sconfinare in un inconscio collettivo di massa, dove sono radunate questioni di cui si è persa memoria.

L’Albero Guida

A cura di Francesca Bisi

Come l’Animale Totem, anche l’ Albero Guida esercita per noi il suo compito di alleato, mettendo a disposizione  i suoi doni e le sue qualità per andare incontro a ciò di cui la nostra sensibilità necessita in questo momento.

Ognuno di noi ha un albero guida che ne rispecchia la personalità e il destino spirituale. Come puoi capire qual è il tuo? Puoi provare a lasciare andare la parte razionale affidandoti a quella intuitiva, per cercare una scintilla di ispirazione, nonostante si tratti solo di un gioco interattivo a scopo d’intrattenimento.

In questo caso utilizzerò  l’Oracolo del Bosco Santuario, il mazzo che ho ideato  nell’intento di recuperare il senso di sacralità della Natura. Si compone di 48 carte, dedicate ad altrettanti Alberi, il cui sussurro  vibra in risonanza con l’Anima e si rende portavoce di un messaggio evolutivo.Tuttavia, in questo caso ne ho selezionati 12 per ragioni di spazio.

Mettiti in un posto tranquillo, fai un respiro e pensa ad un numero da 1 a 12.Dopodiché puoi rintracciare il tuo albero nell ‘elenco sottostante.

1.FRASSINO (Fraxinus) Archetipo: Ombra Saggio

DENOMINAZIONE: IL PUGNO DI FERRO – PAROLE CHIAVE: Piano mentale, critica, inflessibilità 

ESSENZA: Vigoroso e robusto, con  poderose radici, resiste alle ostilità ambientali come un impavido soldato, integro e inflessibile come un giudice imparziale. Si dice però che abbia un’ anima impassibile, dato che all’ombra delle sue fronde non attecchiscono cereali. La tradizione celtica lo considera l’albero cosmico, appeso al quale per 9 giorni e 9 notti, il dio Odino si appropriò della conoscenza delle rune.

I SUOI DONI: distacco emotivo, serietà, autorevolezza, senso del dovere, tutti requisiti adatti a svolgere il ruolo di guida. Inclinazione alla logica, al piano mentale, alto senso della giustizia.

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Le circostanze richiedono un atteggiamento risoluto e razionale; ti invitano a non farti prendere dall’istinto, dagli impulsi, dalle emozioni. Si profila la necessità di pianificare una linea d’ intervento rigorosa, senza improvvisazioni, così da raggiungere risultati efficaci. Adotta metodo, studio, impegno. Darsi autodisciplina, però, non significa cadere nelle maglie strette del perfezionismo che asseconda la voce ipercritica, del censore che sopprime i piaceri e i desideri. Ti viene chiesto di saper vedere le cose come stanno, senza cadere nei pensieri giudicanti e scansando le fantasticherie illusorie

2.BETULLA (Betula) Archetipo: Creatore

DENOMINAZIONE: IL SOFFIO DI VITA – PAROLE CHIAVE: Inizio, creatività, progetti

ESSENZA: Per il primato di ricomparire sulla terra dopo lo scioglimento dei ghiacci o di ripopolare un’area subito dopo l’ avvento di calamità naturali come gli incendi, si guadagna il riconoscimento di albero dell’ inizio e della rinascita, di espansione e rinnovamento.

I SUOI DONI: Fecondità fisica e spirituale, iniziativa, intraprendenza, senso dell’ estetica. 

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Concediti di esprimere l’archetipo del creatore, nella fase progettuale. E’ tempo di co – creare la tua realtà sfoderando il potere dell’immaginazione. Ti spinge a sviluppare il potenziale di crescita, insito in te e nelle tue aspirazioni e a raccogliere l’energia e la vitalità necessarie per far decollare i tuoi piani. Realizzare quanto è stato ideato prevede lo smantellamento dei condizionamenti derivati dalla famiglia e della società, superare il conservatorismo e la consuetudine. Accogli le intuizioni, osa ed esplora nuove strade, sperimenta nuovi orizzonti.

3. QUERCIA (Quercus) Archetipo: Sovrano

DENOMINAZIONE:LA RADICE PADRE – PAROLE CHIAVE: Stabilità, ordine, padronanza

ESSENZA: albero solitamente consacrato al sovrano  e alla divinità. Maestoso,  con conformazione ben strutturata; una delle piante che più viene colpita dai fulmini, come un Padre che sceglie di catalizzare su di sé i carichi o le energie dannose per espletare il ruolo di difesa e protezione.

I SUOI DONI: Senso di responsabilità per la propria cerchia familiare o gruppo.  Leadership, benevolenza, fermezza, affidabilità, lealtà, concretezza.

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Solidità, durata, stabilità e organizzazione sono gli effetti del suo influsso. Dimostrare padronanza su se stessi e sui propri istinti si traduce nella capacità di esercitare un ruolo autorevole, mosso dalla ricerca dell’equilibrio e dal rispetto delle leggi universali. Presuppone un risultato sicuro, cresciuto nel tempo, con costanza, come la piccola ghianda che contiene in potenza la capacità di trasformarsi in un grande albero.  Ne deriva il riconoscimento di guida, anche con la benedizione cosmica che prevede una ricompensa e un ritorno benevolo. L’energia elargita, ritorna.

4.FAGGIO (Fagus sylvatica) 

DENOMINAZIONE:IL RIPOSO RIPARATIVO – PAROLE CHIAVE: Solitudine, raccoglimento, riflessione

ESSENZA: Da albero schivo, rifugge gli affollamenti. Se lo cerchi, devi salire d’altitudine o di latitudine, lassù, nei boschi popolati dai suoi simili,  tra i quali difficilmente crescono altre piante. Nonostante la maestosa prestanza, è un albero delicato e sensibile. Se il tronco viene danneggiato con incisioni sulla corteccia o divelto da fulmini, non si rimargina : mostra palesemente le sue ferite e le  cicatrici. Non prospera nei luoghi inquinati,è fotosensibile e rischia di bruciarsi. Ecco perché  ama l’ombra. Il nome tedesco  Buche contiene la radice di Buch, il libro: viene associato alla saggezza e alla ricerca spirituale, così come all’ascesi.Si può accostare all’Eremita e a Chirone, il guaritore ferito.

I SUOI DONI : Discrezione, riservatezza, capacità di riflessione, sensibilità, empatia.

 MESSAGGIO EVOLUTIVO: L’ isolamento diviene occasione per guarire le ferite emotive. Ti esorta a concederti tempo in un luogo appartato o nel proprio rifugio per rigenerarsi. Imparare a stare da soli diventa uno strumento di autoconoscenza; favorisce lo sviluppo dell’ autonomia e la consapevolezza della capacità di contare sulle proprie forze.

5.BAMBU’ (Bambusae) 

DENOMINAZIONE: L’INCHINO AL VENTO – PAROLE CHIAVE: Resa, attesa, flessibilità

ESSENZA:In Oriente, è come la coscienza degli uomini forti. Di fronte  alle intemperie, le sue canne si piegano ma non si spezzano, leggere ma resistenti.

I SUOI DONI:Atteggiamento composto, capacità di adattamento alle avversità resilienza, pazienza.  

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Lascia fluire la vita.  Indipendentemente se sei uomo o donna, ti invita a servirti dell’ energia femminile che abita in te. Impara dal bambù a piegarti agli eventi,  a essere umile e a non opporre resistenza. Anche quando sembra tutto stagnante e fermo, qualcosa si sta muovendo nelle viscere, nel profondo. Occorre attendere il momento che si sta già preparando ma non è ancora pronto e visibile. Esci dalla mania del controllo, dall’ impazienza, dal bisogno di pilotare gli eventi. Arrendersi diventa la strada. Occorre armarsi di pazienza, rimanere in osservazione, spogliarsi dalle aspettative e confidare nelle forze celesti.

6.CEDRO (Cedrus) Archetipo: Saggio

DENOMINAZIONE :LO SPAZIO SACRO PAROLE CHIAVE: Rettitudine, elevazione, misticismo

ESSENZA: Apprezzato fin dai tempi più antichi per il legno sacro e profumato che ci racconta di un passato mistico che sa di Mediterraneo orientale, la chiarezza e la trasparenza della conoscenza, che anela a dialogare con l’Essenza Divina, dalla luminosità abbagliante. Per il portamento e la  fragranza, spesso impiegato per gli incensi, non a caso veniva scelto per la costruzione di templi; per la ieratica compostezza, infatti, funge da pontifex, per mettere in comunicazione cielo e terra. Diventa in tal modo l’ intermediario con l’Assoluto di cui si fa portavoce donando ispirazione.

I SUOI DONI : chiarezza, trasparenza, discernimento, saggezza, elevazione spirituale

 MESSAGGIO EVOLUTIVO: Costruisci il tuo spazio sacro dove rafforzare il campo energetico personale e prediligere il raccoglimento. Assumi la posizione  di ascolto, coltivando le pratiche di  preghiera o meditazione, per aprire un canale con il divino, dispensatore di protezione benefica e ricevere l’ispirazione. con i giusti consigli, nel rispetto e nell’accettazione delle leggi divine, che ti illuminano infondendo l’idea che ciò che avviene è in linea con l’armonia cosmica. 

7.AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium) Archetipo: Guerriero

DENOMINAZIONE: L’ARTE DEL COMANDO – PAROLE CHIAVE: Azione, sfida, lotta

ESSENZA: Pur nelle modeste dimensioni di arbusto di boscaglia, è rinomato per il coraggio di alzare la testa contro i fulmini e respingerli. Ha grinta da vendere! Caratterino pepato , degno di Marte : presso i popoli antichi il legno si prestava per la costruzione di armi come frecce e lance. Per di più, il colore vermiglio delle bacche è un palese richiamo al dio della guerra. Rappresenta il guerriero. Si dimostra valoroso, ma competitivo, con spiccata attitudine al comando. Solitamente è leale, mal sopporta gli ipocriti e gli opportunisti, sente il peso della responsabilità nella difesa della sua cerchia e protegge i confini dai presunti invasori. Si ritaglia il ruolo di colui che si prende carico degli eventi: si mostra tutto d’un pezzo e non vuole far vedere le sue debolezze.

I SUOI DONI: fierezza, coraggio, determinazione, ostinazione e caparbietà

MESSAGGIO EVOLUTIVO: E’ il momento dell’azione. Ti serve coraggio per prendere in mano la situazione  e affrontare la sfida. L’energia del guerriero si rivela preziosa quando occorre aggredire il problema e puntare dritto all’obiettivo. Non si tratta di prevaricare o spadroneggiare. Comportati come il guerriero che va per la sua strada: non prevarica né si lascia dominare dagli altri. Sa quali battaglie combattere e quali armi sfoderare: la tenacia, la determinazione e la  fermezza sono strumenti validi per l’affermazione dei propri valori e la difesa dei propri spazi dall’ingerenza  esterna, per la salvaguardia del bene comune.

8.MELO (Malus domestica) Archetipo: Angelo Custode

DENOMINAZIONE: IL CUORE MADRE PAROLE CHIAVE: Accoglienza, cura, perdono

ESSENZA: Il frutto dolce e succoso, la mela, in tutte le civiltà segna un’innata intesa con la figura della donna e della madre. Nella Genesi si identifica con il proibito, che allude alla tentazione e al desiderio, movente della disobbedienza di Eva e della cacciata dal Paradiso terrestre. Nella civiltà classica, è associato alla celebrazione di Demetra o di Venere, mentre presso i Celti si lega alla dea Idrun che rimanda a chi si sottomette di propria volontà. Simbolo della primigenia Dea madre, sottintende la capacità di accogliere se stessi e ricevere gli altri, custodire la semenza, accudirla e nutrirla per donare il proprio frutto al mondo. Emblematica l’immagine jungiana del vaso, custode di vita, nel fornire nutrimento e rifugio.

I SUOI DONI: ricettività, accoglienza, compassione.

MESSAGGIO EVOLUTIVO: Ti serve essere aperto all’ascolto dei propri bisogni o delle proprie emozioni; stimolo a guardare ai propri errori combinando una modalità d’approccio morbida, votata all’ autoindulgenza e al perdono dei fallimenti, non alla vergogna o al biasimo. Soprattutto, se hai subito un trauma fisico o emotivo, essere di conforto a te stesso e comportarti come una madre, attivando l’auto – accudimento, potrà impedirti di scivolare in uno dei due opposti eccessi: diventare dipendente da qualcuno o chiudersi al mondo.

9.ULIVO (Olea europaea)

DENOMINAZIONE: LABOR LIMAE – PAROLE CHIAVE: Pace, centratura, riconciliazione

ESSENZA: Alla sola vista, rasserena la mente e placa il cuore. Il suo ruolo di rappresentante di pace risuona nelle numerose storie prodotte dalle civiltà mediterranee, dal celebre episodio biblico dell’arca di Noè alla tradizione coranica e a quella egizia, presso cui compare l’olio d’oliva come dono ai nemici in segno di fine del conflitto. Continuò anche nel cristianesimo l’uso di consacrare re e sacerdoti. Dall’ energia prettamente maschile, è un albero disciplinato che, non a caso, si lega ad Atena, la dea vergine, emblema del femminile sottomesso alla razionalità e al severo controllo delle emozioni.

I SUOI DONI : equanimità, equilibrio e buon senso, qualità adatte per il ruolo di consigliere o intermediario.

MESSAGGIO EVOLUTIVO : Proprio il suo tronco, così contorto e attorcigliato tra nodi e fessure, ti insegna l’arte del compromesso. Mettiti alla ricerca di equilibrio, centratura, bilanciamento, ma sappi che la pace come sintesi dei poli opposti si costruisce attraverso un lungo e incessante lavoro di limatura diplomatica, che si avvale del  dialogo e di pazienza. E’ opportuno scartare mosse dettate dall’impulsività e adottare procedure ponderate. Entrare in uno stato di calma e di serenità ti permetterà di approdare alla lucidità mentale indispensabile per intraprendere le azioni corrette e raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

10.CASTAGNO (Castanea)

DENOMINAZIONE:L’ABBRACCIO DEL CIELO – PAROLE CHIAVE: Amicizia, sollievo, fiducia

ESSENZA: Combina spirito e materia: infatti, le radici si immergono nei terreni vulcanici (fuoco) o nei terreni ricchi di silicio e fosforo, portatore di luce, che hanno la capacità di irradiare anche ai suoli ricchi di calcio,  legati alla dimensione terrena. Nel donare i fiori alle api e i frutti, custoditi dentro scorze piene di spine, come fonte di nutrimento, con maniere ospitali e amichevoli infonde fiducia e speranza: è il barlume che si intravede alla fine del tunnel e rischiara il buio dell’ anima.

I SUOI DONI: Fedeltà, buona intesa, socievolezza, assistenza, devozione, sostegno del prossimo, vocazione sociale, conciliazione

MESSAGGIO EVOLUTIVO:L’ invito è quello di essere accomodante e ben disposto verso quello che la vita può donarti. Coltiva un sentimento di fiducia nel fluire degli eventi, in te stesso e nel prossimo. Il processo di costruzione a piccoli passi  è un antidoto alla paura e alla demotivazione; favorisci l’ ascolto, la contemplazione, la comprensione a lungo raggio. Fai affidamento sulla presenza angelica che ti scorta nel sentiero di cura e guarigione come una protezione celeste. Credi nel sollievo e nella riparazione.

11.ONTANO(Alnus glutinosa) Archetipo:Cercatore

DENOMINAZIONE:LA FIAMMA ARDENTE – PAROLE CHIAVE: Coraggio, azione, intraprendenza

ESSENZA: Ha l’aria vagamente sfuggente e sinistra, confacente a chi abita il mistero delle rive acquitrinose, nascosto tra i vapori fumosi delle paludi e l’umidità dei campi. In terra germanica, la leggenda della donna ontano narra di Wulfdietrich, la ragazza affascinante che, dopo aver sedotto i suoi corteggiatori, si trasforma in un essere mostruoso al fine di punirli per il loro gusto della conquista, dissociato da autentico interesse. Nella narrazione trapela il valore iniziatico del sacrificio del giovane guerriero che deve superare ardue sfide prima di rendersi degno dell’ amore puro; la bellezza che si nasconde dietro la ripugnanza sottintende alla via della verità che si manifesta dietro il velo delle illusioni.Per la resistenza all’ acqua, il legno scuro veniva impiegato per la costruzione di ponti: ciò rafforza il concetto del mezzo di ricongiungimento tra due sponde, un altro elemento che frutta la missione di ponte tra le  energie maschile e femminile del fuoco e dell’acqua. Rimando inoltre a Foroneo, fondatore della città di Argo, da cui partì la spedizione degli argonauti per la riconquista del vello d’oro dell’ariete ( segno zodiacale omonimo,richiamo all’ardimento del fuoco). Il colore rossastro della linfa sgorga come se fosse sangue se inciso o scortecciato.

I SUOI DONI : Passionalità, curiosità, forza di volontà, perseveranza

MESSAGGIO: Asseconda il richiamo ad oltrepassare il recinto del mondo ordinario,  con le abitudini e la routine. Se desideri il cambiamento o il raggiungimento di un obiettivo, è ora di sguainare la spada del coraggio  e dell’ardimento; serve impegno e perseveranza per immergersi nella nebbia dell’ignoto alla ricerca della verità. Può essere che tu debba conoscere te stesso, fare le cose con passione, imboccare la direzione e costruire un ponte per raggiungere l’ obiettivo. Può trattarsi di squarciare il velo dell’apparenza, distruggere le illusioni, le falsità o il mondo fittizio e patinato. Immergiti negli abissi del cuore sempre in compagnia delle virtù; agisci con equilibrio ma con piglio tempestivo e determinato.

12.ACERO ROSSO (Acer rubra) Archetipo:Innocente

DENOMINAZIONE:IL BAMBINO INTERIORE – PAROLE CHIAVE:fiducia, gioco, infanzia

ESSENZA: Incanta con la colorazione cangiante del fogliame, enfatizzata dalle sinfonie fiammanti che si incendiano al riverbero del sole autunnale, regalando un gioco di riflessi spettacolare. La tradizione spazia tra significati simbolici dei più disparati: dalla transitorietà nel mondo giapponese all’associazione con la paura nella mitologia greca per l’accostamento con il dio Fobos, al simbolo di coraggio e sacrificio, in linea con la bandiera canadese. La chioma variopinta è un richiamo al divertimento e alla giocosità, aspetti archetipici dell’infanzia. 

I SUOI DONI: Entusiasmo, dinamismo, espansività, estroversione, vitalità

MESSAGGIO EVOLUTIVO: E’ il momento di prendere la vita con un pizzico di leggerezza e gioia e di affrontare le situazioni allentando i freni imposti dai grattacapi; lascia alle spalle le ansie, i ruoli, i doverismi e riponi fiducia in te stesso e nella vita. Se ti trovi in un periodo difficile, se il futuro si prospetta poco rassicurante, cerca l’ispirazione nella parte più vera e innocente di te, quella libera dalle sovrastrutture.  Assumere un atteggiamento positivo, autoironico e lieve non significa essere superficiali o sciocchi. Guarda con gli occhi del bambino interiore e assapora le cose belle come se fossero una sorpresa. Il gioco e l’entusiasmo sono le chiavi per contrastare il decadimento dello spirito e rinvigorire l’autenticità perduta.

Contenuti riadattati dall’Oracolo del Bosco Santuario. Tutti i diritti riservati.

Dirompente come un’Eclissi

A cura di Francesca Bisi

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Se si osserva il Cielo di questi tempi, è difficile rimanere impassibili di fronte alla configurazione astrale che sembra orchestrata appositamente da un disegno cosmico ben congegnato.Il battesimo di Primavera foriero del nuovo inizio  si sta apprestando con grande sfoggio  di ospiti speciali .

L’equinozio, atteso per il 20 marzo, è di fatto incastonato tra due  eclissi: quella lunare del 14 marzo nel segno della Vergine e quella solare del 29 marzo nel segno dell’Ariete, a cui si sommano altre interessanti configurazioni astrali.

Un’eclissi è un evento fisico dietro il quale si cela una realtà spirituale significativa. (Rudolf Steiner)

Nella visione antroposofica steineriana le eclissi producono un  impatto energetico di portata macroscopica e di direzione inversa sulla Terra, a seconda che sia la Luna o il Sole ad oscurarsi. Secondo il disegno celeste, la Terra si viene a trovare coinvolta nella sfera di influenza dei due luminari, il Sole più evoluto della Terra e la Luna meno evoluta. Per questa ragione, quando la terra arriva ad occupare la posizione intermedia e a prolungare il suo cono d’ombra verso la luna, l’ammasso di impulsi e istinti negativi  viene trattenuto in loco l eclissi lunare dunque produrrebbe una stagnazione e un addensamento di queste forze distruttive sul nostro pianeta. Ecco che sarebbe il caso di rimanere vigili e collaborare con la diffusione di pratiche spirituali per contrastare le energie arimaniche circolanti.Al contrario durante l’ eclissi di Sole è la Luna che si trova in mezzo e la sua forza bloccante viene neutralizzata da quella più potente del Sole. In questa circostanza il cono d’ombra che la Luna getta verso la terra funziona come corridoio a imbuto che favorisce la fuoriuscita delle forze oscure e malefiche dirottate verso il cosmo ad impedirne una dannosa concentrazione sulla terra.

Le eclissi rappresentano potenti punti di svolta, di solito percepiti come improvvisi o inaspettati.Il loro effetto si avverte soprattutto nell’ambito della Casa del tema natale che ne viene coinvolta.Nondimeno producono influssi  sul piano collettivo con profonde trasformazioni.

Nel caso specifico, l’ eclissi di Luna del 14 marzo che precede quella di Sole del 29 marzo preannuncia la chiusura di un ciclo prima del nuovo inizio. Non a caso la Luna si trova  in prossimità del Nodo Sud (Cauda draconis) che ci invita a lasciar andare ciò che non è più allineato con le nuove consapevolezze e il nuovo stato di coscienza.

Una Luna piena in Vergine che si oscura sottintende la necessità di svincolarsi dalle gabbie di schemi troppo analitici, ipercritici e ossessivi del controllo. La casa della Vergine punta il focus sulla routine quotidiana  e su modelli di lavoro dipendente ormai antiquati e sorpassati che ci trasciniamo da tempi lontani ma che non sono  più rispondenti  alle esigenze delle nuove generazioni. La Vergine è collegata anche alla salute e all’ intestino, organo deputato ad espellere il materiale di rifiuto, perciò ci riporta al concetto di pulizia e liberazione anche dalle ferite emozionali, attraverso un processo di purificazione che non è mai indolore, ma sgrassa ciò che trattiene e rallenta il rinnovamento.

A rimarcare questo messaggio karmico, l’eclissi coopera con   un’ affollata  concertazione di pianeti. La Luna infatti non si interfaccia solo con il Sole ma al luminare è congiunto anche  Saturno, maestro del karma,  proprio in stretta vicinanza al Nodo Nord:il tutto per chiarire che la nuova  direzione da percorrere con senso di responsabilità  è dettata dalla chiamata karmica.

Urano in aspetto armonico incita alla libertà.Non a caso la nuova direzione è scandita dall’ eclissi parziale di sole del 29 marzo.   Il novilunio nello stesso periodo dell’ equinozio ci racconta di un potente risveglio e di un rinnovamento che coinvolgendo l’Ariete  con l’oscuramento del sole prelude ad una nuova individualità che si esprime in modo  più assertivo e coraggioso, ma sfumata nei valori dell’ ego.

Lo stesso messaggio è ribadito dalla retrogradazione di Venere e Mercurio.Se Il percorso è sollecitato da Marte che spinge dal segno del Cancro in bilanciamento al sentire e da Urano in aspetto armonico che spira venti di libertà, Venere in moto retrogrado attutisce la deflagrazione smossa dall’ eclissi operando un lavoro di revisione e ripensamento più morbido sul piano delle relazioni interpersonali  che potrebbero prevedere anche riconciliazioni o dietro front sia a livello privato che sul piano mondiale.

Infatti da lì a poco, anche Mercurio inizierà il movimento retrogrado accompagnandosi a Venere e amplificando il valore del dialogo come strumento di comunicazione per colmare le distanze. Potrà pure disseminare un po’ di disorientamento con i vari passaggi che segnano continui ripensamenti, ma alla fine il risultato è più solido e duraturo proprio perché frutto di un ascolto profondo delle emozioni e di una riflessione maturata a lungo. Il fermento di nuove idee e di nuovi progetti accesi dall’ entusiasmo arietino non sono destinati ad essere un fuoco di paglia perché  filtrati e arricchiti dall’ opera di profonda revisione.

Insomma in tutto questo scenario segnato da spinte e controspinte, si intravede una transizione di pensiero e di sensibilità decisa ma ammorbidita, dunque equilibrata. Non dimentichiamoci che anche Nettuno fa la sua parte, supportando una mente ispirata, improntata agli ideali di fede e compassione, attenta alla chiamata dell’Anima e volta  allo spazio interiore.E dunque a quel punto saranno già tutti innescati  i presupposti per l’alba del nuovo giorno e delle nuove coscienze: saremo pronti a coglierli?

Il tema natale: dall’Animo all’Anima

A cura di Francesca Bisi

Mentre  l’astrologia tradizionale si può definire come un linguaggio simbolico che si occupa di  investigare l’animo umano, con l’astrologia esoterica ed evolutiva, il campo d’ indagine allarga  la sua visuale dallo studio della personalità all’esplorazione del percorso animico.

In questa prospettiva, il tema natale si rivela una preziosa mappa da cui non attingere esclusivamente informazioni sugli schemi energetici del Sè inferiore, con il suo sistema di pensieri ed emozioni, i blocchi e le potenzialità ma consente di ampliare la sfera di ricerca sul Sè superiore, offrendo dati utili ad individuare il punto da cui proviene l’Anima, il livello evolutivo dell’attuale incarnazione, lo scopo da realizzare in questa vita e la direzione a cui si protende.

“Un bambino nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti sono in armonia matematica con il suo karma individuale”

Sri Yukteswar, guru di Paramhansa Yogananda, così si espresse per ribadire come l’Anima, prima di reincarnarsi, pianifica il suo programma di vita che è scelto sulla base dei trascorsi karmici accumulati nelle esistenze passate.

Il tema radix permette pertanto di recuperare la continuità del percorso evolutivo di Anima.Bisogna ricordare che il concetto di karma non va interpretato come spesso erroneamente avviene come una legge punitiva.

A me a questo proposito vengono in mente le parole che Gesù pronunciò sulla croce, quando di fronte ai suoi aguzzini si rivolse al padre chiedendo il perdono per loro.Disse Non sanno quello che fanno

Il discorso del karma, secondo me molto complesso, contiene anche il bisogno di incarnarsi più volte per vincere l’ignoranza e l’inconsapevolezza di determinati comportamenti: reincarnandoci più volte abbiamo l’opportunità di  imparare e interiorizzare determinate lezioni che saranno riconducibili alla compassione, al perdono, al servizio nei confronti dell’umanità necessari ad elevare il nostro livello di coscienza.

Il tema natale si configura come uno strumento per decodificare le energie, le potenzialità, i requisiti che noi, in quanto Anime, abbiamo sviluppato durante il ciclo delle precedenti incarnazioni e che abbiamo a disposizione in quella attuale. Si tratta di una mappa paragonabile ad un copione che riporta solo le linee guida. Siamo noi gli attori che con il nostro libero arbitrio ci destreggiamo sul palco dell’esistenza e generiamo nuovo “karma” in base alle nostre mosse, animati dalla volontà di imparare le lezioni e attivare il nostro potenziale di crescita.

Nel tema natale, gli elementi che si analizzano maggiormente per individuare le fasi salienti del percorso animico dal passato al piano futuro sono  i  punti fondamentali che dividono la carta natale in quattro quadranti.

L’Ascendente  ha una forte valenza di Dharma,in quanto consente all’ anima di lavorare in questa vita per promuovere la crescita finalizzata alle vite future. Si dice che l’ Ascendente venga portato avanti per 7 vite consecutive in modo da approfondire bene le lezioni che quel segno rilascia. Si può risalire al numero della vita in corso osservando la posizione in cui ci si trova, dato che ogni segno si estende per 30 gradi.

Il Discendente stabilisce i rapporti con gli altri.

L’Imum Coeli, il punto più buio, individua la porta d’ingresso dell’ Anima mentre Il Medium Coeli si qualifica come il punto di massima realizzazione in questa vita.

Significativa è anche l’incidenza delle case acquatiche (oltre la IV, anche l’ VIII e la XII offrono molte informazioni).

Oltre all’elemento dominante (Acqua, Aria, Terra, Fuoco)e agli aspetti tra pianeti personali e transpersonali , si osserva con attenzione Saturno, maestro del Karma, Chirone che evidenzia i traumi passati,  Lilith con i vuoti e le mancanze, i pianeti retrogradi e i segni intercettati.

Forte rilevanza viene riservata soprattutto ai Nodi Lunari, che richiedono una trattazione più estesa in altra sede. Qui basta dire che il Nodo Sud indica tutto ciò che ci portiamo dietro dalle esistenze passate e che continua a condizionare la vita attuale. E’ il nostro bagaglio esperienziale, costituito da traumi, ferite, limitazioni ma anche talenti, risorse, apprendimenti favorevoli. Rappresenta tutto ciò che ci è familiare: ciò che conosciamo e ci dà sicurezza, ma anche il cumulo di errori di cui dobbiamo cercare di sbarazzarci. L’influenza del NS è piuttosto sentita fino ai 35/40 anni, poi si affievolisce.

Il Nodo Nord indica la direzione verso cui ci muoviamo in questa vita a partire da quanto abbiamo accumulato nel Nodo Sud. Si potenzia nell’età adulta e spinge l’Anima  offrendole l’opportunità di liberarsi dai lacci del passato, al fine di progredire spiritualmente.

 Si tratta pertanto di un vero e proprio asse tra posizioni contrapposte.

L’obiettivo finale è salire di un gradino sulla scala evolutiva in modo da liberarsi dal bisogno di perfezionare gli apprendimenti terreni e uscire dalla ruota delle vite nella materia per ritornare alla Fonte.

Questa visione si allinea con il principio di ordine matematico dell’ Universo, volto all’armonia e all’equilibrio. “Come in alto, così in basso” è l’assunto attribuito ad Ermete Trismegisto che permette di dare un senso alla vita umana, escludendone  la mera casualità tipica della concezione materialistica.

Cinque buone abitudini per propiziarsi il nuovo Anno

A cura di Francesca Bisi

E’ abbastanza comune considerare il passaggio tra l’Anno vecchio e quello nuovo come uno spartiacque. Certo, in genere nulla cambia dal 31 dicembre al 1 gennaio. Eppure, per salutare l’anno finito e fare l’ingresso in quello nuovo, apprestarsi a fare bilanci e stendere una lista di buoni propositi, se anche poi di fatto non avrà effettivi riscontri, è di per sè un rituale propiziatorio dal punto di vista psicologico.

Celebrare un nuovo inizio ha la capacità di infondere entusiasmo e motivazione, offrirci una sferzata di  energia per guardare avanti, soprattutto se abbiamo passato momenti spiacevoli che desideriamo lasciarci alle spalle.  Per l’occasione, ho raccolto alcuni suggerimenti estrapolati dalla filosofia buddista che si rendono adatti a formulare  un elenco di buone abitudini  per il 2025.

Non dimentichiamoci che per notare effettivi benefici, il requisito necessario rimane l’esercizio costante. La ripetizione, infatti, può contribuire ad un progressivo cambiamento del nostro modo di affrontare la vita.

1.Coltivare un sogno

Anche da una recente indagine in merito alla ricerca della felicità, il segreto non è possedere tutto subito. Al contrario, puntare ad un obiettivo che non sia così a portata di mano ma che richieda impegno, tempo, sforzi per la realizzazione comporta un forte senso di appagamento.

Si è osservato infatti che nella nostra società avanzata, l’insoddisfazione affligge soprattutto quei giovani che ottengono tutto senza sforzo alcuno perché ricevuto dalla famiglia e non conquistato con le proprie forze.

Per favorire il processo di conseguimento dell’obiettivo, è fondamentale affidarsi all’immaginazione per integrare il progetto con dettagli specifici tali da conferire chiarezza ed energia, oltre a condire il tutto con l’entusiasmo.

2. Sviluppare un atteggiamento positivo

Si tratta di allenare la nostra mente a mantenere pensieri che vibrano alle frequenze il piu possibile elevate. Ricordiamoci della scala di Hawkins, un sistema predisposto per misurare la frequenze vibrazionale delle emozioni.

Si è riscontrato che quelle ad alta frequenza come l’amore, la gioia, la speranza e la gratitudine impattano in modo benefico sul nostro organismo, mentre quelle posizionate sul fondo della scala (dolore, vergogna, senso di colpa)contribuiscono ad indebolire il sistema immunitario.

Anche se non possiamo considerare il pensiero positivo come una panacea per tutti i mali, è innegabile che incida in modo significativo sull’approccio che attiviamo nei confronti delle sfide che ci capitano, per esempio riducendo il senso di sconforto e abbattimento .

Se stiamo soffrendo, non possiamo far finta di niente o sforzarci di essere felici. Ciò che ci può aiutare è prendere consapevolezza delle emozioni che proviamo, connettersi al proprio sentire ma non nutrirlo con lamentele o indugiare nel dolore; cerchiamo di spostare gradatamente l’ attenzione verso la positività.

3.Praticare gratitudine, generosità e perdono

Essere grati significa spostare l’attenzione da ciò che percepiamo mancante e che ci procura lamentela, disagio, malcontento a ciò che è presente nella nostra vita e lo riconosciamo come bello e prezioso. La gratitudine rilascia un effetto potente in quanto trasferisce il nostro sentire  dal pensiero della scarsità a quello dell’abbondanza.

La generosità invece ci infonde un senso di soddisfazione per l’atto disinteressato di donare agli altri ciò di cui disponiamo, senza chiedere nulla in cambio. Non si tratta necessariamente di offrire aiuti economici, ma può riguardare il tempo che mettiamo a disposizione per gli altri o le azioni di aiuto e sostegno.

Infine il perdono ha un forte risvolto rasserenante. Non deve essere considerato come una sorta di espediente che cancella i torti subiti deresponsabilizzando chi ce li ha inferti. E’ invece un processo di liberazione per noi stessi nel momento che prendiamo atto del colpo che abbiamo accusato, ma proviamo a lasciarlo andare senza infierire o rimuginare.

4.Nutrire  fiducia in se stessi e compassione

Un passo importante per il cambiamento è comprendere che non tutto può essere sottoposto al nostro controllo: non tutto dipende da noi, non tutto può essere pilotato dalla nostra azione. Accettando  che siamo esseri imperfetti, diventa anche più facile pensare che l’errore sia un’esperienza inevitabile. A questo punto, non possiamo fare altro che guardare alle nostre mancanze con compassione, alleviando la severità del nostro giudice interiore.

Sarebbe una buona idea tenere il quadernino delle parole amorevoli che ci aiutano a rafforzare questa nuova prospettiva. Davanti al fallimento sarà più facile adottare un atteggiamento resiliente ed evitare di farci sopraffare dal sentimento di resa e di demotivazione.

5. Attivare la connessione spirituale 

Aprire un canale di collegamento con la propria dimensione spirituale consente di sperimentare un cammino interiore che si può esprimere su vari piani: dall’esplorazione della parte più profonda del sé all’affinamento della sensibilità come capacità di sviluppare il senso di appartenenza all’Essenza superiore.Non è necessariamente da intendere in chiave strettamente religiosa, ma di certo permette di attingere al concetto del divino intrinseco nella realtà naturale e soprannaturale.

I benefici, orientati all’espressione della propria autenticità e al raggiungimento di uno stato di benessere e pace interiore, sono favoriti dall’esercizio di pratiche come la meditazione, la preghiera, la scrittura e lo yoga.

Reincarnazione e segni di nascita

A cura di Francesca Bisi

Con  reincarnazione si intende il processo che compie l’Anima quando, dopo la morte biologica e l’abbandono della materia, rinasce in un nuovo corpo fisico in un ciclo continuo che viene assimilato ad una ruota, Samsara.   

Sebbene sia un concetto molto diffuso nelle religioni e filosofie orientali, come l’induismo e il buddismo, anche la cultura occidentale ne è ammantata se si pensa che l’idea della trasmigrazione delle anime si riscontra  nelle opere di filosofi come Pitagora, Socrate e Platone.

Residui significativi di questa matrice  pare fossero contenuti nel cristianesimo delle origini, prima del concilio di Costantinopoli e sostanzialmente anche nei culti animisti oltre che nella Cabbala ebraica.

L’ antica saggezza spiega la funzionalità della reincarnazione all’interno di un sistema che contempla tre dimensioni: la prima è il piano divino corrispondente all’Uno e trino del cristianesimo, poi  il luogo in cui dimora l’Anima, anche conosciuto come Bardo o regno dello spirito; infine il mondo fisico e sensoriale caratterizzato dalle categorie di spazio e tempo.

Attualmente, anche da parte della scienza si assiste ad un accresciuto interesse ;alcuni studiosi acclarati pur mantenendo una linea prudente nella valutazione di casi razionalmente inspiegabili, si avvalgono di evidenze scientifiche sostenute da riscontri probatori della fisica quantistica.

In questa ottica, occorre puntualizzare che il concetto di reincarnazione è stato rivisitato e si discosta da quello originario di certa antica tradizione indiana.

Presso l’Università della Virginia è stato aperto un apposito centro che si occupa di raccogliere e studiare le testimonianze di bambini che ricordano presunte vite precedenti. L’attività di ricerca inaugurata dal dottor Stevenson ha raccolto centinaia di casi:  per esempio un piccolo paziente di 5 anni ha riferito ben 49 dettagli specifici risalenti a esperienze di una vita passata che sono stati validati con l’ aiuto di due testimoni non in contatto tra loro.

Il metodo investigativo  confluito nell’ opera del professor Tucker punta a verificare l’ attendibilità delle memorie che riaffiorano dalle menti dei bambini. Laddove possibile, si svolge un esame comparato  tra i ricordi e il reperimento di  valida documentazione delle esistenze precedenti, sulla base di referti medici, materiale fotografico, interviste di conoscenti

Quella che chiama coscienza ( che identifica  comunque l’anima) è energia che sopravvive al corpo fisico e sottoforma di particelle subatomiche si innesta in un altro corpo. E’ dotata di memorie accumulate nel corso delle precedenti vite, pertanto pur con strappi e lezioni da ripetere, prevede un iter evolutivo. Un  dato significativo, a sostegno del fenomeno, è individuabile nei cosidetti segni di nascita, quasi che la memoria di ferite mortali, pugnalate, colpi, interventi chirurgici, morsi di serpente  di una vita passata si sia impressa come un marchio nell’entità del corpo eterico del reincarnato sottoforma di voglie, macchie, deformazioni , esistenti alla nascita.

L’aspetto sorprendente consiste nella coincidenza tra segni distintivi della pelle della vita attuale e tracce di lesioni o cicatrici negli stessi punti del corpo della precedente incarnazione.

Un esempio eclatante confermato dalla testimonianza di un tale dottor Lash è il caso di un bambino di tre anni residente in Siria presso le alture del Golan, nato con una voglia rossa sopra l’occhio,che sosteneva di essere morto per un colpo d’ascia ricevuto in quel punto. Lui stesso condusse i ricercatori sul luogo della sepoltura e fece rintracciare anche il suo assassino.

Nonostante  l’approccio della scienza rimanga molto cauto, la raccolta massiccia di prove a sostegno della reincarnazione non  esclude un’apertura alla linea possibilista

Quando il velo tra i mondi si dirada

A cura di Francesca Bisi

Ottobre possiede il fascino travolgente delle giornate che si annidano tra i fumi vaporosi dell’autunno, la stagione in cui le ore di luce si accorciano, inghiottite  dal buio precoce e dai primi freddi. Scende la nebbia ad accudire i campi addormentati sotto la sua coltre leggera; le foglie come piume sgargianti volano via dai rami spogli degli alberi rinsecchiti. L’odore pungente di cenere si disperde nell’aria mentre una languida malinconia  si intrufola nei cuori.

Un tempo i riti della tradizione celtica allineata al cicli naturali celebravano il passaggio dall’ esuberante  vitalità e produttività della terra al momento del ripiegamento e del riposo con la festa di Samhain, tra il 31 ottobre e il 1 novembre. L’etimologia del nome gaelico rimanda  proprio a Summer end, la fine dell’ estate. In quel tempo, i celti, prevalentemente dediti alla pastorizia, si ritiravano dai pascoli per rifugiarsi nelle valli al riparo dal buio e dal freddo.

Il significato simbolico di Samhain fu ereditato poi da Halloween, che sbarcò nel continente americano con i migranti irlandesi, in fuga dalle carestie del XIX secolo. La ricorrenza porta traccia dell’antico lascito nel suo nome, derivando dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, espressione in cui Hallow sta per santo nella versione arcaica inglese della parola  e coincide con la festa cristiana di Ognissanti. Infatti, in antichità alcuni riti pagani che continuavano a sopravvivere in seno al cristianesimo, furono riadattati dalla Chiesa che spostò la celebrazione dei martiri da maggio a novembre sovrapponendo le due differenti tradizioni. Tra l’VIII e il x secolo si consolidò l’opera aggiungendo alla commemorazione dei santi, quella dei defunti per ripulire e respingere senza successo le consuetudini della festa pagana che invece si radicò nel tempo. Al di là dei rimaneggiamenti, la notte tra ottobre e novembre rappresentava a ragione il Capodanno per i celti, perché scandisce il rito di passaggio dalla morte alla rinascita: se in superficie la terra mostra il suo volto appassito e scarno, nelle viscere cova il seme custodito in segreto da far germogliare in primavera. Nel buio e nel silenzio del riposo si compie il tempo dell’ attesa tra la fine di un ciclo e il nuovo inizio. Il rituale del falò adombrava l’intenzione di bruciare ciò che è vecchio per lasciare il posto al nuovo. Il fuoco simboleggia infatti la via della purificazione e del rinnovamento. Una festa dunque in forte analogia con il culto dei defunti.

Una notte magica, al di fuori del tempo e dello spazio, punto di congiungimento tra l’anno vecchio e il nuovo, quando il velo tra il mondo dei vivi e dei morti si dirada, si abbassa la guardia, è più facile ricavare un varco e con un balzo oltrepassare  la soglia che divide il mondo terreno dall’ aldilà permettendone l’interazione. Gli spiriti erranti dei disincarnati tornano in visita ai luoghi del proprio vissuto. Ecco il raccordo con Halloween; indossare le maschere mostruose di scheletri, zombie e fantasmi ha un risvolto apotropaico; serve per spaventare gli spiriti inquieti e cacciare i demoni. Gli spiriti amichevoli invece vengono accolti con cibo e sedie dai familiari mentre i druidi consegnano alle fiamme i messaggi per loro; le tombe vengono illuminate con torce per  permettere loro di ritrovare la strada di casa.

Celebrare il rituale in questione consente di riappropriarsi dello stato di natura e affinare la nostra facoltà percettiva improntata a captare le energie sottili .

Inoltre festeggiare la notte che favorisce il contatto con le anime dei trapassati diventa occasione per commemorare gli antenati: considerando che siamo il frutto d’amore di una lunga catena di progenitori invochiamo la loro benedizione per sanare le ferite transgenerazionali, ringraziandoli per la vita e il sostegno ricevuto, nonostante tutto; pensandoli come individui con paure e dolori propri che hanno fatto il meglio delle proprie possibilità. Accendere candele in onore dei propri cari è un modo per ravvivarne il ricordo.

Samhain è stata definita come la ricorrenza del lasciar andare; insegna a liberarci dagli attaccamenti, a sfrondare la nostra essenza recidendo quelle parti che non ci rappresentano più.

Allineandosi al comportamento della natura, il rallentamento e il riposo diventano occasione per affinare il viaggio introspettivo attraverso il quale facendoci guidare da pratiche di riflessione e raccoglimento  potremo scavare in profondità e nell’ oscurità stanare  la nostra parte ombra da riconoscere e accogliere, operazione necessaria per fare pulizia e chiarezza dentro di noi, preliminari necessari per  facilitare il processo rigenerativo del sè.