Nell’Intervita

A cura di Francesca Bisi

Bardo è il termine utilizzato nel buddismo per intendere il cambiamento che avviene nella continuità della coscienza tra la fine di una vita e la reincarnazione successiva. Quello che comunemente viene conosciuto come Aldilà è una sorta di luogo situato su un piano energetico più alto in cui l’ anima si ripara, quando la vita si spegne e avviene l’ abbandono del corpo. Gli studiosi lo chiamano Intervita e lo identificano infatti come lo spazio tra due vite.

Il dottor Michael Newton ha dedicato oltre  quarant’anni della sua carriera alla ricerca spirituale raccogliendo  un consistente repertorio di dati provenienti da più di 7000 pazienti che si sono sottoposti a sedute di ipnosi regressiva.Sulla base del confronto tra le testimonianze accumulate trapela che  tutti  i soggetti durante le regressioni riferivano di aver vissuto lo stesso iter.

Generalmente  nel momento della morte l’anima si volge a guardare dall’alto il corpo, prima di procedere verso la luce. Escludendo il caso delle anime che sono riluttanti a proseguire,il periodo successivo al trapasso prevede una fase  di transizione che non si compie nella stessa modalità nel senso che può prevedere per alcuni più soste che per altri; in ogni caso per tutti si profila la percezione dell’ attraversamento di un tunnel di luce, alla fine del quale, ad attendere il neoarrivato, si trovano le persone care in atteggiamento di accoglienza. Il percorso è scortato dalle guide spirituali, ma in seguito si prospetta una fase di isolamento in cui l’anima necessita di riposo, riflessione e assimilazione del nuovo stato prima di giungere al regno dello spirito. Prende lentamente consapevolezza di essersi liberata del corpo più denso con tutta la pesantezza che comporta, deponendo le afflizioni legate ai dolori fisici. L’ anima si riscopre alleggerita e non più soggetta alle leggi della fisica; si amplifica la sua capacità di comunicare attraverso la telepatia e ci sarà il recupero della identità animica.Si lascia indietro il piano astrale con il corredo emozionale per proiettarsi al mentale dove insieme alle guide  si analizzano i pensieri e l’operato della vita trascorsa, si abbandona la personalità per recuperare la vera essenza. Arriva il momento così di ricongiungersi con la propria famiglia animica composta da anime affini e compagne non più classificabili nei ruoli di parentela conosciuti in vita.
In questo stadio l’anima, infatti, deve elaborare le informazioni dell’esperienza terrena appena compiuta e agire per proseguire il suo cammino. Un’anima rientrata nel mondo dello spirito potrà trovare “faticoso” doversi reincarnare di nuovo, ma sarà inevitabile.

Un’anima che si appresta a reincarnarsi, si interroga : Sono pronto per una nuova vita fisica? Quali lezioni devo approfondire per avanzare ed evolvere? A questo punto, ogni anima ha l’opportunità di “vedere” in anteprima alcune possibili incarnazioni tra cui dover scegliere.
In questo luogo, che i soggetti in regressione descrivono come una sorta di cinema, le anime possono visionare molte scelte per la loro prossima vita e comprendere quale sarà la prossima incarnazione ideale per compiere il proprio cammino.

Alleati del mondo invisibile

A cura di Francesca Bisi

ANGELI, ARCANGELI E SPIRITI GUIDA

La maggior parte di noi ha conosciuto gli Angeli attraverso la religione e di riflesso è in grado di distinguerli  come soggetti artistici ritratti in qualche dipinto dell’ Annunciazione o in qualche affresco raffigurante un giudizio universale.

Forse però molti ignorano che gli esseri di Luce sono molto più vicini a noi di quanto potremmo sospettare e che sarebbe possibile stabilire un contatto con loro, se solo deponessimo il controllo del pensiero razionale che ci ripete che ciò che non è visibile agli occhi non esiste. Se per un momento ci lasciassimo trasportare dall’emotività e ragionassimo con l’immaginazione, il nostro panorama si arricchirebbe di molteplici sfaccettature.

In quel caso, saremmo capaci di intuire una realtà parallela popolata  da diverse entità che dimorano nel mondo invisibile. Esercitarsi a interpellarle o a percepirle abitualmente finirebbe per non essere più concepita come una stranezza ma un modo per creare un rapporto di confidenza. Ciò che mi preme sottolineare è che non siamo soli, ma continuamente circondati e assistiti dal nostro team spirituale.

Ma vediamo di fare chiarezza individuando le differenze tra gli esseri soprannaturali.

Per tutta la vita, possiamo contare sul nostro Angelo Custode a cui siamo stati affidati dalla nascita fino alla fine dei nostri giorni.Ha il compito di proteggerci e di scortarci durante la nostra esistenza, rimane con noi come un compagno fedele , ci infonde sensazione di calma e tranquillità.

Gli arcangeli, spesso citati in numero di 7 o 12, invece appartengono alla gerarchia più elevata. Possiamo rivolgerci a loro occasionalmente per ricevere l’ energia necessaria ad agire: ognuno è preposto ad un determinato dono. I più noti sono Michele,Gabriele e Raffaele.Gli altri sono menzionati con denominazioni diverse.

Ci sono poi  sostanziali differenze tra angeli e spiriti guida.

Gli angeli e i più potenti arcangeli sono esseri di luce che non hanno mai vissuto una vita terrena e possiedono una frequenza vibratoria più elevata  rispetto agli spiriti guida che, oltre ad essersi incarnati sulla terra almeno per una volta, hanno frequenza vibratoria più bassa. Gli angeli vegliano su di noi e ci ispirano mentre gli spiriti guida solitamente cercano di offrire consigli e aiuto, ma solo se invocati,e comunque non interferiscono con il libero arbitrio.

Un’altra differenza riguarda la permanenza: il nostro Angelo Custode rimane con noi per tutta la vita, mentre gli spiriti guida non necessariamente ci affiancano dall’ inizio alla fine, ma si riscontra maggior dinamismo.

Tra essi annoveriamo un’ampia casistica; ci sono gli spiriti che ci assistono perché hanno vissuto situazioni simili alle nostre e come guide esperte ci supportano oppure compagni con cui abbiamo condiviso vite passate che intendono continuare la collaborazione. Non di rado tra i nostri spiriti assistenti figurano anche nostri familiari defunti oppure maestri spirituali.

Le guide fungono da tutor  ma non si sostituiscono a noi: collaborano sostenendoci e consigliandoci ma per quanto possano starci accanto, siamo noi che in base al piano dell’ anima siamo tenuti a svolgere i compiti di sviluppo che abbiamo concordato con alcuni di loro prima dell’ incarnazione e che ci servono per sperimentare e maturare gli apprendimenti necessari per l’ evoluzione.

Ripulire l’energia della casa – Detox routine

A cura di Francesca Bisi

Questi sono i giorni adatti per dare una bella ripulita, anche energetica, al nostro rifugio preparandolo per la stagione autunno – inverno, quando inevitabilmente trascorreremo molto tempo all’interno.

dedicare qualche attenzione alla casa diventa un modo per inondarla di amorevolezza e per curare la nostra interazione con lei, favorendone l’armonizzazione.

Accudire la casa

Anche la casa ha bisogno di cura per mantenere uno stato di benessere e armonia tra le sue mura. Pianti, discussioni, litigi, emozioni depotenzianti come la rabbia o il dolore si impregnano tra le pareti e creano cumuli di energia stagnante e pesante.

Ecco alcuni suggerimenti per rivitalizzare il nostro ambiente.

1.Puliamo regolarmente le stanze e teniamo in ordine.

2.Teniamo per alcune ore finestre, armadi, cassetti aperti per far fluire e circolare energia.

3.Eliminiamo indumenti, scarpe, accessori vecchi o che non usiamo più da molto tempo e che non sono più in sintonia con noi (li possiamo donare o partecipare ad un mercatino del riuso).Non fa bene né a noi né alla casa rimanere attaccati agli effetti personali di cari defunti;rappresentano un modo per rimanere ancora proiettati al passato e a ciò che non c’è più.Non è facile ma si può scegliere di tenere qualcosa ed eliminare il resto.

4.Evitiamo di accumulare troppe cianfrusaglie. Sbarazziamoci degli oggetti rotti o non più funzionanti portandoli all’isola ecologica per lo smaltimento o il riciclo. Potremmo eventualmente trasformare qualche articolo rigenerandolo in modo creativo, chissà!

5.Una volta tolto il superfluo, divertiamoci a regalarle un trattamento estetico:

  • purifichiamo la sua energia con salvia bianca o incensi simili
  • profumiamola con candele o altre essenze profumate
  • orniamola con piante o cristalli che assorbono le tossicità

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni (W.Shakespeare)

A cura di Francesca Bisi

Questa celebre frase del famoso drammaturgo inglese, al di là delle più disparate interpretazioni metaforiche, racchiude un significato letterale del tutto veritiero.

Ci avete mai pensato dove abbiano sede le emozioni, i pensieri e tutto il materiale onirico che popola il nostro sonno?

Già, non siamo solo materia. Siamo fatti di corpi sottili, quegli involucri energetici che irradiano campi magnetici e che l’Anima nel suo atterraggio nel mondo, indossa “a strati”, come vesti sempre più dense che si compenetrano fino al più pesante e compatto corpo fisico, grazie al quale essa può fare esperienza terrena attraverso i cinque sensi.

Ma intorno fluttua il corpo eterico che, insieme a un piccolo quantitativo di materia,trattiene una parte dell’energia vitale del cosmo, o prana, in circolo attraverso i chakra, quei centri energetici di cui i principali sono dislocati lungo l’asse portante della colonna vertebrale. Se l’energia vitale fluisce con fatica si verificano disturbi e disagi come il senso di affaticamento o di scaricamento o anche disagio negli organi connessi.

Il corpo eterico è legato a quello fisico e si separa da esso solo con la morte.

Il corpo astrale ingloba l’energia derivante dalle emozioni .Non essendo legato al corpo fisico in modo diretto, si distacca da esso anche durante la vita attraverso l’esperienza onirica o i viaggi astrali.

Il corpo mentale, identificato con l’ ego, si differenzia tra  livello  inferiore e superiore. Il primo esercita le funzioni del pensiero razionale e mnemonico l’altro si libra nell’immaginazione, tra astrazioni e intuizioni.

Il contatto con l’ Anima si rafforza sempre di più; se pensiamo che utilizziamo una percentuale irrisoria della nostra mente, possiamo comprendere quante potenzialità inespresse e ancora inesplorate contiene.

Alcune di esse sono svolte dal corpo causale che si estende sempre più lontano dalla materia; la sua energia si raffina e si eleva al maggior grado di autocoscienza, intensificando il contatto con la sfera dello spirito.

Un tempo, prima dell’ avvento della scienza meccanicistica,  queste facoltà erano esercitate più frequentemente non solo da sciamani o sacerdoti ma dalla comunità intera.La chiave è riappropriarci di questi poteri attraverso l’ attenzione e  l’allenamento della sfera psichica.

Sincronicità: spiegare l’inspiegabile

A cura di Francesca Bisi

Non ho mai smesso di stupirmi nel vedere quante persone hanno fatto esperienze di questo genere e con quanta cura si è custodito ciò che è inspiegabile (C.G.Jung)

E’ Jung, il famoso psichiatra e psicoterapeuta svizzero, che nel saggio Sincronicità, pubblicato nel 1952, puntualizza di essere entrato a contatto con la realtà invisibile ma che si tratta di una materia di cui non si parla a voce alta per la paura di essere ridicolizzati.

Lui stesso infatti, si rende conto che una buona fetta della realtà non è soggetta al nesso di causa effetto che regola comunemente i meccanismi del pensiero razionale. Per inquadrare certi strani fenomeni della psicologia dell’inconscio che eludono le categorie logiche, ammette di aver cercato un altro principio esplicativo come tentativo di spiegare l’ inspiegabile .

La sincronicità, secondo Jung, identifica quel fenomeno per il quale si verifica una puntuale corrispondenza di senso tra  avvenimenti fisici oggettivi appartenenti alla realtà esterna con un’esperienza psichica interiore a breve distanza di tempo senza che ci sia un meccanismo causale a legarli.

Cosa differenzia la sincronicità dalla coincidenza puramente deputata al caso? La risonanza emotiva che impatta sul soggetto, lo scuote e turba. 

Jung raccolse una molteplicità di testimonianze  nel corso della sua esperienza clinica. Raccontò l’episodio di una paziente che stava riferendo di uno scarabeo d’oro apparsole in sogno, quando entrò dalla finestra dello studio  un coleottero molto simile a quello onirico.

Jung annoverò tra gli esempi di coincidenze significative i responsi delle pratiche divinatorie come l king, i casi di  telepatia, i sogni, i messaggi disseminati nell’ambiente circostante o fatti inspiegabili spesso connessi al momento del decesso come un orologio che smette di funzionare, quadri che si staccano dalle pareti ,effetti personali e oggetti che si rompono.

E’ singolare che ad incoraggiare Jung a  pubblicare il materiale e le riflessioni a riguardo, fu il fisico quantistico Pauli, noto per l’approccio razionalista. Eppure alcuni aspetti accomunavano i due studiosi: entrambi avevano notato che per il proprio campo d’indagine valevano principi divergenti da quelli tradizionali. Per Jung la ricerca sull’inconscio si discosta dalla restante psicologia  e per Pauli il mondo degli atomi e delle particelle subatomiche funzionava con leggi differenti a quelle della fisica tradizionale. Entrambi esploravano realtà invisibili riconducibili ali energia.

Jung giunge a  supporre che come siamo immersi in questo flusso continuo di energia, tutti ne siamo partecipi e parte dell’Uno, aderendo ad un concetto già sviluppato dalla filosofia e dalla religione, come confermano i testi vedici ma anche l a tradizione d’Occidente.

La sincronicità per Jung darebbe l’ opportunità all’ uomo di acquisire la consapevolezza che la modalità causale con cui abbiamo categorizzato il pensiero non esaurisce tutta la complessità della realtà. La visione teleologica sviscerata da Socrate ci indica una strada diversa e ci sprona alla ricerca di un senso in ogni esperienza che ci capita. Jung conclude affermando che la ragione d’essere della sincronicità è probabilmente quella iniziatica. orientata ad aprire gli occhi, la mente, il cuore alla visione più ampia del mistero.

Psiche & Soma

A cura di Francesca Bisi

Cos’è un disturbo psicosomatico ?

Si tratta della risposta fisica di un disagio psicologico (emozioni, aspetti ignorati del proprio se’, vissuti dolorosi…).

Perché si manifesta?

La parte conscia rifiuta o giudica inacettabile e pericoloso il contenuto emozionale, il vissuto doloroso , l’aspetto di sè ignorato.

E cosa fa?

Lo fa rinchiudere dalle sue sentinelle nelle segrete del palazzo, in un pozzo buio e nascosto, dove è difficile da scovare: :l’Inconscio. Ma dimenticato laggiù, il disagio manda messaggini cifrati: con il linguaggio segreto dei simboli si traducono nei sintomi rivelatori della sua presenza ma che non sono cosi facilmente riconducibili al mittente. Un lavoro interiore di psicoterapia può essere utile per decifrare il messaggio criptato

SINTOMI & SIGNIFICATI

(Questa presentazione è puramente indicativa. Tutte le diagnosi richiedono il consulto medico)

Cefalea=bisogno compulsivo di tenere tutto sotto controllo, mania di perfezionismo

Cervicale=attività riflessiva eccessiva, ostinazione nel rifiuto di lasciar andare

Mal di schiena, collo e spalle = carichi eccessivi di responsabilità, preoccupazioni personali e relazionali

Dolore all’anca = difficoltà a procedere in avanti verso il futuro

Mal di stomaco= difficoltà a digerire eventi esterni

Bruciore di stomaco= rabbia repressa

Ulcera = senso di impotenza di fronte ad un’ingiustizia subita

Stipsi = bisogno di trattenere e di dare un’immagine di sè controllata

Diarrea = sfiducia nelle proprie capacità

Vertigini= senso di disorientamento, perdita di punti di riferimento come persone care

Bruxismo= rabbia repressa

Eczema o altre malattie della pelle= insicurezze o paura di essere feriti, rifiuto di soddisfare le aspettative altrui

Acne= rifiuto di parti della propria personalità

L’Anima

A cura di Francesca Bisi

L’Anima è pura energia spirituale.

Nella tradizione antica, cosi come ci riporta Jung, viene percepita come un soffio vitale e spesso identificata con il respiro.

Per venire al mondo, si incarna in un corpo fisico: questo è il modo prima di tutto di esprimersi, di sperimentare. di espandere la conoscenza nella materia.

Il processo di crescita dell’anima è paragonabile a quello di un essere umano che attraversa varie fasi dell’esistenza: dall’infanzia all’età adulta alla vecchiaia, in un percorso di maturazione progressiva.

Espressione, Esperienza, Espansione sono le tre funzioni che l’Anima compie per aggiungere conoscenza a quella accumulata nel corso delle vite precedenti.

In questo cammino l’anima conserva i ricordi, non li smarrisce e si costruisce un bagaglio di apprendimento a scopo evolutivo che probabilmente però non è lineare: si realizza anche attraverso fallimenti e nuovi tentativi. Ecco perché  le memorie delle precedenti incarnazioni possono contenere anche blocchi o strascichi emotivi che si ripropongono al fine di essere risolti.

Lezioni che non sono state assimilate  si ripetono per offrire all’Anima l’occasione di individuare modalità adeguate per lo scioglimento dei nodi irrisolti .Allo stesso tempo, la sfida serve anche per far emergere i talenti, le potenzialità inespresse, le risorse di cui si dispone ma che si manifestano solo nelle difficoltà.

Ovunque noi vediamo un’avversità l’anima vede un’opportunità di guarigione, espansione  e illuminazione (R.Norwood)

E’ un po’ come a scuola dove veniamo addestrati a sviluppare le nostre competenze. Gli studiosi definiscono questo fenomeno la scintilla scaturita per attrito

L’ anima, prima di affrontare una nuova incarnazione, pianifica insieme alle guide il percorso che intende sostenere. Di solito la versione standard di vita presuppone di affrontare un numero limitato di sfide

 Si parla di “accelerazione karmica”  quando l’anima si prefigge di imparare più in fretta e quindi si accolla un  carico pesante o si trova ad affrontare una concentrazione di prove che si susseguono incalzanti.

La sua scelta è motivata dall’impellenza di ricongiungersi presto alla Fonte.