
Il viaggio dell’eroe è una struttura narrativa, ideata da C. Vogler in ambito cinematografico per organizzare le sceneggiature dei film e si richiama ai contenuti di J.Campbell ( L’eroe dai mille volti).L’intuizione di come la psicologia possa innestarsi sul tessuto narrativo e mitologico è stata sviluppata da studiosi del calibro di Neumann, Hillmann e il più famoso Jung, a cui si rimandano gli archetipi. Il viaggio dell’eroe, infatti, riproduce a grandi linee il percorso dell’esistenza, permettendoci di comprenderlo in modo più attento e approfondito. Ci consente di vedere la vita come un viaggio iniziatico, in cui ogni esperienza si arricchisce di un preciso significato e porta con sè un apprendimento a scopo evolutivo. Possiamo vivere a caso, avvicinandoci a ciò che ci capita in modo aleatorio e superficiale, oppure scegliere di affrontare le situazioni con cognizione di causa.
Il viaggio prevede tappe che prefigurano compiti di sviluppo come assumersi la responsabilità, non essere in balia degli eventi, affrontare gli eventi, relazionarsi agli altri, assumere la guida della propria vita, riconoscere e accettare le fragilità e padroneggiare le emozioni.
L’eroe vive nel mondo ordinario e protetto fino a quando un evento rompe gli equilibri e la chiamata all’avventura determina l’allontanamento dalla propria zona di comfort: spesso questo momento viene vissuto con ansia e paura, ma distoglie il protagonista dall’ immobilismo, in quanto il cambiamento e l’ imprevisto sono le condizioni che permettono di crescere e di evolvere In un primo momento, l’eroe rifiuta la sfida ma poi l’incontro con il mentore lo incoraggia a superare la soglia verso il mondo sconosciuto dove si svolgono le prove, si incontrano alleati, nemici e mutaforma fino all’avvicinamento alla caverna, la parte più recondita, dove l’eroe si trova faccia a faccia con il drago e sperimenta la sconfitta. Ne segue la morte metaforica e la metamorfosi: l’eroe attraverso il fallimento, la perdita e il dolore, non è più lo stesso. Ne esce temprato e rigenerato, pronto a fare ritorno nel mondo ordinario nella sua nuova veste, più forte e maturo.
e soprattutto comprendere che la realtà non è univoca ma dipende dal significato che le attribuiamo. C’è una realtà esterna ma c’è anche il nostro modo di vederla e di interpretarla che fa la differenza.
Scopri il tuo Archetipo di riferimento
Il viaggio dell’eroe ci insegna che c’è una realtà esterna ma c’è anche il nostro modo di vederla e di interpretarla che fa la differenza. Il corso dell’esistenza è la risultante di queste variabili.
E’ a questo proposito che entrano in campo i 12 archetipi ossia dei modelli comportamentali che abbiamo interiorizzato: l’Innocente, l’Orfano, il Guerriero, l’Angelo Custode, l’Amante, il Cercatore, il Creatore, il Distruttore, il Sovrano, il Mago, il Saggio, il Folle.Anche se la loro manifestazione si lega alle diverse tappe evolutive, è anche vero che ognuno di noi si identifica maggiormente con uno o due di essi.
Ogni archetipo ha un proprio modo di vedere la vita e di reagire agli eventi sulla base della propria percezione e del proprio livello evolutivo: il mondo interno viene proiettato sul mondo esterno. Il viaggio è sempre impegnativo ma come lo affrontiamo ne determina la differenza.
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