A cura di Francesca Bisi
Questa celebre frase del famoso drammaturgo inglese, al di là delle più disparate interpretazioni metaforiche, racchiude un significato letterale del tutto veritiero.
Ci avete mai pensato dove abbiano sede le emozioni, i pensieri e tutto il materiale onirico che popola il nostro sonno?
Già, non siamo solo materia. Siamo fatti di corpi sottili, quegli involucri energetici che irradiano campi magnetici e che l’Anima nel suo atterraggio nel mondo, indossa “a strati”, come vesti sempre più dense che si compenetrano fino al più pesante e compatto corpo fisico, grazie al quale essa può fare esperienza terrena attraverso i cinque sensi.
Ma intorno fluttua il corpo eterico che, insieme a un piccolo quantitativo di materia,trattiene una parte dell’energia vitale del cosmo, o prana, in circolo attraverso i chakra, quei centri energetici di cui i principali sono dislocati lungo l’asse portante della colonna vertebrale. Se l’energia vitale fluisce con fatica si verificano disturbi e disagi come il senso di affaticamento o di scaricamento o anche disagio negli organi connessi.
Il corpo eterico è legato a quello fisico e si separa da esso solo con la morte.
Il corpo astrale ingloba l’energia derivante dalle emozioni .Non essendo legato al corpo fisico in modo diretto, si distacca da esso anche durante la vita attraverso l’esperienza onirica o i viaggi astrali.
Il corpo mentale, identificato con l’ ego, si differenzia tra livello inferiore e superiore. Il primo esercita le funzioni del pensiero razionale e mnemonico l’altro si libra nell’immaginazione, tra astrazioni e intuizioni.
Il contatto con l’ Anima si rafforza sempre di più; se pensiamo che utilizziamo una percentuale irrisoria della nostra mente, possiamo comprendere quante potenzialità inespresse e ancora inesplorate contiene.
Alcune di esse sono svolte dal corpo causale che si estende sempre più lontano dalla materia; la sua energia si raffina e si eleva al maggior grado di autocoscienza, intensificando il contatto con la sfera dello spirito.
Un tempo, prima dell’ avvento della scienza meccanicistica, queste facoltà erano esercitate più frequentemente non solo da sciamani o sacerdoti ma dalla comunità intera.La chiave è riappropriarci di questi poteri attraverso l’ attenzione e l’allenamento della sfera psichica.
wow!! 8Nell’Intervita
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