a cura di Francesca Bisi
E’ possibile che anche tu stia vivendo una ripetizione familiare inconcia senza saperlo.Perché per quanto ci venga detto che spesso siamo noi ad azionare gli ingranaggi dell’autosabotaggio in determinati settori della nostra vita, succedono eventi esterni che sembrano completamente indipendenti dalla nostra volontà ma che si ripetono in modo piuttosto sospetto.
Come già affermato, è possibile che esplorare più a fondo una determinata questione sia una scelta dell’Anima, già prevista nel piano d’incarnazione precedente alla nascita, ma questo fenomeno si va ad incastonare in un sistema familiare più ramificato per risuonare come ripetizione trangenerazionale.
Esistono repliche di avvenimenti che si muovono nell’ombra, in una sorta di sostrato di coscienza di cui non si ha consapevolezza.Spesso si tratta di ripetizione di eventi traumatici come incidenti, omicidi o suicidi, perdite, ricoveri, insorgenza di malattie in parti del corpo specifiche, che assumono un significato ben definito perché già capitati nella storia familiare con tratti molto simili.A ciò si aggiungano le somatizzazioni inspiegabili che potrebbero portare traccia di esperienze ataviche.
Se ci addentriamo nella materia. troviamo un caso particolare di ripetizione, classificata come sindrome da anniversario, emersa dalle osservazioni cliniche statisticamente rilevanti raccolte da Hilgard. In via esemplificativa, riferisco un caso tratto dal saggio La sindrome degli antenati.
Marie Bancroft è madre di una bambina di 6 anni Jenny, quando viene colpita da polmonite e pleurite. I sintomi sono comparsi proprio quando la figlia ha compiuto la stessa età che aveva lei, Marie all’epoca della morte di suo padre, intercorsa proprio in seguito ad una polmonite.
Questo è solo uno dei tanti casi di sindrome da anniversario, come i piu frequenti episodi che riguardano bambini venuti alla luce in occasione di una ricorrenza di nascita o di morte di un loro parente.
Secondo Anne Anceline Shutzenberger, fondatrice della psicogenealogia tutti viviamo prigionieri di un’invisibile ragnatela e potremmo dunque essere meno liberi di quanto crediamo. Ognuno di noi infatti non è solo portatore della propria storia personale perché questa è annodata come un filo al fitto intreccio ben più complesso del suo sistema familiare. Sembrerebbe esistere un inconscio collettivo del sistema familiare dotato di buona memoria, capace di spiegare queste misteriose coincidenze anagrafiche .
All’interno del clan operano a nostra insaputa obblighi o aspettative a volte anche stringenti come il senso di appartenenza che chiede di essere onorato in modo da equilibrare il sistema del computo familiare del dare e ricevere. Dalle osservazioni di Nagy, non di rado si sviluppa una sorta di lealtà familiare o identificazione inconscia con un membro della famiglia tragicamente deceduto o scomparso .
Hellinger utilizza il termine irretimento per descrivere la condizione di chi si trova intrappolato nella rete invisibile di energie irrisolte e assume su di sè inconsciamente l’onere del suo predecessore. E’ come se l’inconscio familiare tentasse di preservare lo spirito di conservazione del clan rimanendo fedele al suo destino passato. Ciò significa però che in modo del tutto sconosciuto viene designato un capro espiatorio, un individuo che arriva a sacrificare l’aspirazione ad affermare la propria individualità per ottemperare ai doveri del gruppo, mettendosi al suo servizio attraverso il senso di responsabilità, il dovere morale e quel sistema di prescrizioni implicite alla sopravvivenza dell albero.Replicare potrebbe essere anche un modo che l’albero adotta per riparare o sanare le ferite del sistema, così da proporre un finale diverso in grado di salvaguardare la stirpe.
Sempre Shutzenberger afferma che però è possibile evitare i tranelli delle ripetizioni trangenerazionali inconsce.Per esempio, uno degli effetti è il sentirsi depressi senza apparente ragione in determinati momenti della vita corrispondenti a vissuti drammatici ma inconsapevoli dei propri antenati. Sono documentati casi di discendenti che vivono in uno stato di perenne senso di colpa o di vergogna perchè un loro bisnonno magari aveva ricoperto un ruolo di responsabilità durante la guerra o semplicemente era sopravvissuto ai suoi compagni di armi. La situazione è molto complessa ma riconoscerli come repliche del passato familiare, discernere che non devono ricadere su di noi in quanto appartenenti ad un antenato è già un primo passo per rimuovere questi ricordi cristallizzati capaci di agire in modo subdolo, creando blocchi o patologie sui membri in successione della famiglia attivando un percorso di liberazione anche per le generazioni future.

